Page 285 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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1948, che aveva come obiettivo quello di colpire gli elementi che si erano resi
responsabili, anche indirettamente, di azioni contrarie al corretto funzionamento
della Pubblica Amministrazione, danneggiando gli interessi permanenti dello Sta-
to e della Nazione, interessò anche la Polizia .
Benché difficile da realizzarsi a causa dell’evanescente linea di demarcazione
fra “collaborazionismo” e “resistenza passiva”, essa coinvolse un gran numero di
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funzionari di Pubblica sicurezza.
Molti poliziotti, infatti, avevano prestato giuramento al governo di Salò con-
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vinti della legalità della Polizia repubblicana .
La maggior parte dei processi aperti negli anni 1945 - 1946 dalle Corti di Assi-
se di molte città a carico di funzionari e agenti di polizia si conclusero con la piena
assoluzione degli imputati. 7
La riammissione dei Funzionari di P. S., salvo qualche eccezione assolutamen-
te trascurabile, fu voluta dal Ministro dell’Interno Giuseppe Romita, che la dife-
se in questi termini: “La decisione mi fu consigliata della considerazione che il
funzionario di polizia esegue, senza protestare, gli ordini che riceve dal Ministro
dell’Interno e che, pertanto, nell’esecuzione di quegli ordini non è responsabile di
persona, a meno che l’esecuzione medesima non costituisce reato”. 8
I poliziotti partigiani
In un Paese devastato da anni di guerra civile, che aveva ridotto praticamente
la popolazione alla fame, la Polizia si trovò ad affrontare una lotta impari contro la
delinquenza dilagante e i primi tentativi di destabilizzazione dello Stato.
Fu necessario potenziarne la struttura per riportare l’ordine e la sicurezza e
affermare il primato della Legge sull’arbitrio.
Il potenziamento dell’Arma dei Carabinieri era già stato avviato.
Questioni legate alla “pacificazione” post bellica e a forti pressioni politiche
indussero il Governo Parri ad adottare una serie di provvedimenti per l’ammis-
5 Durante il governo Parri fu deciso per i ruoli della P.S. l’esame di 30.000 posizioni
individuali (tra agenti ed impiegati di polizia), deferendo al Commissariato per l’Epurazione
449 funzionari, 181 impiegati, 27 subalterni, 9000 tra ufficiali, sottufficiali e guardie.
6 Armando Gavagnin, antifascista e autore di Trent’anni di Resistenza, così scrive: “Nel
dopo fascismo furono intentati vari procedimenti penali epurativi. Come è noto, quei
procedimenti finirono con un niente di fatto. Tutti gli imputati eccepirono una difesa
abbastanza solida: che il funzionario di polizia e l’agente, al pari del soldato in pace e
in guerra, non può per suo conto sindacare la legittimità di una legge e tanto più di un
governo; in quanto alle accuse (…) connesse al “carrierismo” ed al “fine di lucro” hanno
invocato la tenuità del beneficio e il desiderio umanissimo che tutti hanno di migliorare la
propria posizione” in Franco Fucci Le polizie di Mussolini Mursia, Milano 1985 pag. 138.
7 A. Sannino op. cit. pagg. 70-71.
8 Giuseppe Romita Dalla Monarchia alla Repubblica Nistri – Lischi, Pisa 1959 pag. 58.

