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286 L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate
Schieramento Poliziotti della PAI (Scuola di Tivoli) (Foto USPS)
sione di diverse migliaia di ex partigiani nelle Forze dell’Ordine (1945) con la
qualifica di “ausiliari”, appartenenti in buona parte alla “Polizia partigiana”, che
dopo la Liberazione aveva agito alle dipendenze di prefetti e questori designati
dai CLN locali. 9
Preoccupazioni sulla trasformazione dei reparti partigiani (sovente improvvi-
sati e scarsamente addestramenti) in polizia ausiliaria furono espresse da molti
prefetti e questori per la tenuta complessiva del Corpo.
In seguito, il Ministro dell’Interno Giuseppe Romita, pur condividendo gli
stessi timori , si fece promotore di una proposta di legge (D.L.L.15 febbraio
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1945). per il reclutamento, di 15.000 uomini tra ufficiali e agenti ausiliari scelti tra
i partigiani, che fu bilanciato con l’immissione in Polizia, dopo accurata selezio-
ne, di 2.568 unità del soppresso Corpo della Polizia dell’Africa Italiana (P.A.I.) il
cui organico ammontava al 9 marzo 1945 di 3.729 unità: 230 Ufficiali in servizio
effettivo, 17 di complemento e 3492 tra marescialli, sottufficiali e guardie .
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9 Il loro arruolamento nell’Arma fu, però, evitato grazie ad uno speciale requisito non
previsto dalla legge uno speciale attestato d’idoneità morale, rilasciato dagli ufficiali o
comandanti di stazione, secondo i criteri stabiliti del Comando Generale dell’Arma.
10 In proposito l’On. Romita così si esprimeva:“la P.S. era formata in notevole parte da
ausiliari: si trattava di elementi delle più disparate provenienze, attitudini e capacità, età
e condizioni fisiche e familiari per le quali essi non davano quel completo affidamento che
viceversa sarebbe stato necessario.” (Giuseppe Romita. Dalla Monarchia alla Repubblica
- Nistri – Lischi, Pisa 1959).
11 Piero Crociani La Polizia dell’Africa italiana (1937-1945) Ufficio Storico della Polizia di
Stato 2009, Roma pagg. 244-245 Ed. Laurus Robuffo, Roma.

