Page 289 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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Brig. di P.S. Tasquier Giovanni M.A.V.M., alla memoria, perito in scontri con la
“Banda Giuliano” (16/12/1948) (Cartolina di “Boscaine” – Museo della P.di S.)
affrontare i più duri sacrifici e pagare un pesante tributo di sangue per la difesa e
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il consolidamento della giovane Repubblica .
La situazione dell’O.P., subito dopo la Liberazione, fu caratterizzata da una
gravità eccezionale.
Giorgio Galli scrive: “squadre di partigiani, per alcuni mesi dopo la Libera-
zione, nelle campagne e particolarmente in Emilia si abbandonavano ad ogni
sorta di violenza sui medi e grossi proprietari terrieri e in alcuni casi ad esecuzio-
ni sommarie di ex fascisti. Perché, data l’assenza delle forze di polizia (..) molte
dimostrazioni politiche si concludevano con la violenza e le forze dell’ordine in-
16 A guerra ancora in corso, un primo progetto di riorganizzazione della polizia fu presentato
ai partiti dal CLNAi l’11 maggio 1945. ma ancora una volta il cambiamento auspicato fu
frenato dalle condizioni obiettive del Paese, provato dalle rovine morali e materiali della
guerra. “La polizia del Popolo” fu proposta da un magistrato di soli 34 anni, Giorgio Agosti
che fu nominato questore di Torino dal CLN, poco prima dell’insurrezione del Capoluogo
piemontese. Era un progetto audace, anche se politicamente orientato, ma che rifletteva
l’ansia del cambiamento, che era stata avvertita già dal movimento dei poliziotti riformatori
all’inizio del secolo XX. Gli obiettivi da raggiungere era sempre gli stessi: liberare i
poliziotti dalle dure condizioni di servizio e di vita e superare la “disistima generale” che,
prima e dopo il fascismo, erano state riservate alla P.S..

