Page 299 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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Vale ricordare che le paghe dei poliziotti negli Anni ‘50 erano più basse di
quelle dei manovali e degli altri impiegati civili.
Non disponendo di canali ufficiali per esprimersi, la protesta dei poliziotti
sfruttò nuovamente la carta stampata per rendersi pubblica.
Fece scalpore nel 1956 la notizia pubblicata sull’Unità di 20.000 esposti pre-
sentati su carta da bollo da 200 lire dagli agenti per ottenere l’aumento mensile
di 20.000 lire previsto da una legge di due anni prima ma non ancora applicata. 28
In seguito, su altri quotidiani, specialmente di sinistra, fecero la loro compar-
sa numerose lettere anonime di poliziotti che lamentavano le dure condizioni di
lavoro e di vita nonchè lo stato di frustrazione dovuto alla disistima dei cittadini.
Al malessere dei poliziotti si aggiungeva, altresì, l’insoddisfazione dei funzio-
nari per “lo stato di profondo disagio umano ed economico dovuto a forme ormai
insopportabili di gestione organizzata ed operativa dei servizi di polizia” basata
sull’assegnazione di incarichi e di promozioni ottenute non tanto per merito quan-
to per benevolenza dei vertici. 29
Eventi di guerra
A partire dal 1950 e fino a tutto il 1954 riesplose prepotente la “questione di
Trieste”, fino ad allora sotto il Governo Militare Alleato.
Moti di ribellione, dettati dal desiderio di italianità, scoppiarono a Trieste, sof-
focati nel sangue dalla polizia del Governo Militare Alleato, e, di riflesso, nella
Venezia–Giulia e in tutta Italia.
Il 16 aprile 1951, a Torino, venne assassinato un dirigente della FIAT che ave-
va licenziato alcuni operai i quali avevano partecipato allo sciopero per una Trie-
ste italiana: ogni successiva manifestazione di piazza fu repressa sul nascere dalla
“Celere”.
Il 29 agosto 1953 si arrivò quasi allo scontro armato con la Jugoslavia, quando
Tito chiese l’internazionalizzazione di Trieste e l’annessione alla Jugoslavia del
restante territorio: reparti dell’Esercito italiano e del Corpo delle Guardie di P.s.
furono schierati a ridosso dei confini, con i Reparti Mobili di P.S. dotati di auto-
blindo e carri armati.
28 A. Paloscia op. cit. pag. 153.
29 “Un tentativo per correggere i cattivi costumi della parte alta della polizia fu fatto dal
Ministro dell’Interno Tambroni, poco dopo il suo insediamento. Cercò, infatti, innanzitutto
di mettere un freno ai trasferimenti di favore e non per esigenze di servizio. Inoltre,
scandalizzato dalla piaga delle raccomandazioni si dichiarò pronto a considerale come
“indice di demerito” e non più come via privilegiata per la carriera. La sua, però, fu solo
una nobile dichiarazione d’intenti che non portò alla “moralizzazione” auspicata” così
Carlo mosca in Profili strutturali del nuovo ordinamento della Polizia italiana, Bucalo,
Latina 1981 pag. 12.

