Page 297 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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                    Reparti del Corpo delle Guardie di P.S. sfilano a Udine (1952) (Foto USPS)


             della materia che sarebbe toccata alla Consulta, una volta insediata.
                La virata a “destra” del Governo si caratterizzò anche per una serie di inter-
             venti disposti, in via preventiva, nei confronti degli oppositori di sinistra e dei
             sindacalisti.
                Un giro di vite si registrò, altresì, nei piccoli centri dove l’Autorità di P.S. non
             esitò a ricorrere ai fogli di via obbligatori per liberarsi di elementi giudicati “faci-
             norosi” e “perturbatori” della “quiete” locale.
                In  ambito  parlamentare,  l’opposizione  di  sinistra  non  mancò  di  denunziare
             questo ennesimo tentativo di “restaurazione” da parte dell’Esecutivo accusato,
             peraltro, di tenere un atteggiamento assai più blando nei confronti delle manife-
             stazioni dell’estrema destra neofascista.
                A caratterizzare questi anni fu anche l’accesa polemica sull’uso delle armi da
             parte delle Forze dell’Ordine nei servizi di o.p., la cui legittimità derivava da
             disposizioni presenti nel TULPS, integrate da una serie di disposizioni del Rego-
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             lamento sul servizio territoriale di presidio .
                Un periodo di calma apparente sembrò profilarsi nel 1953, in occasione della
             campagna elettorale per le elezioni politiche del 7 giugno, che non fu turbata da


             26  Detto regolamento era stato approvato con R.D. 18 febbraio 1932 e aggiornato il 28 ottobre
                1948. Il problema di un nuovo testo unico di leggi di P.S., che sostituisse quello fascista del
                giugno del 1931, si era posto fin dall’immediato dopoguerra ma, nonostante i vari progetti di
                abrogazione presentati, si sarebbe trascinato fino all’entrata in funzione la Corte Costituzionale
                (1956), che con alcune importanti sentenze riconoscerà la totale o parziale illegittimità delle
                norme più controverse del TULPS in relazione ai nuovi dettami costituzionali.
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