Page 320 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
P. 320
320 L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate
2.5 Risorse per l’Aderenza
L’aderenza postbellica, logisticamente devastata dai fatti di guerra e da sac-
cheggi nazisti e nostrani, praticamente era rappresentata dalle sole infermerie ai
Corpi, appena sufficiente per le necessità stanziali e per l’accoglienza dei militari
ex prigionieri e reduci di guerra con:
• numero di posti letti insufficiente;
• limitata disponibilità di farmaci, materiali di medicazione e di effetti let-
terecci;
• scarsissima fruibilità di veicoli di trasporto feriti ed ancor di più per la mo-
bilizzazione del personale sanitario.
Logistica ridotta quindi più che all’osso!
Comunque alcune le infermerie di alcune caserme (Cesano ed Arezzo ad esem-
pio) furono in grado di dare alloggio ed assistere dapprima le famiglie sfollate di
guerra e subito dopo maree di profughi giuliani e dalmati di ogni età e condizione
[8].
Eppure le infermerie erano parte di caserme che continuavano ad essere tali,
peraltro spesso in stato di fibrillazione per gli eventi politici in corso; infatti nei
primi anni della Repubblica e nel 1948 in particolare ( nel luglio vi fu lo sciagu-
rato attentato a Togliatti che stava per scatenare la guerra civile ) le Forze Armate
furono chiamate a concorrere nel mantenimento dell’ordine pubblico, nonché a
fronteggiare il banditismo siciliano.
Nel 1950 il Tricolore tornò a garrire sul Corno d’Africa, stavolta non più ves-
sillo coloniale, ma simbolo foriero di matura libertà! infatti l’ONU aveva af-
fidato all’Italia, sebbene non ancora ammessa all’Organizzazione mondiale, il
compito di formare la nuova Somalia. Dall’Italia partì quindi un contengente per
la Somalia, destinato a formare le Forze Armate e di Polizia della nuova nazione
africana. Dovette quindi riapre l’Ospedale Militare Italiano di Mogadiscio: Uffi-
ciali medici, farmacisti, d’Amministrazione, infermieri e cappellano italiani con
ottimi collaboratori somali; siamo nella primavera del 1950! L’Ospedale Militare
De Martino durerà, svolgendo un eccellente ruolo di sostegno sanitario non solo
all’esiguo Corpo Militare Italiano, ma anche e soprattutto per la popolazione civi-
le sino alla fine del mandato italiano: 1° luglio 1960!
ma il 1950 vede anche una drammatica crisi internazionale causata dall’ag-
gressione della Corea del Nord comunista, appoggiata dalla Cina di Mao, alla li-
bera Corea del sud. Le Nazioni Unite inviano un contingente cui sono preposte le
truppe U.S.A. con contingenti di 17 altri Paesi. L’Italia non inviò truppe combat-
tenti in virtù del suo status di potenza sconfitta, non ancora ammessa all’O.N.U.,
ma fu autorizzata la Croce Rossa italiana a fornire un sostegno sanitario. Nel
1951, infatti la Croce Rossa Italiana allestisce l’Ospedale 68 da campo presso un
edificio scolastico in località Yong Dung Po, allora sobborgo industriale di Seul
e oggi quartiere della città, aperto a militari e civili ammalati o feriti; lavorerà a

