Page 478 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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478 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
2. Esercito e aeronautica, Ufficio Comando e Operazioni della Wehrmacht
(Wehrmachtführungsamt) e Comando Supremo della Wehrmacht
Già negli anni Venti del secolo scorso si era discusso se le forze aeree dovessero
avere un’organizzazione indipendente e condurre principalmente una guerra aerea stra-
tegica contro centri abitati e industriali, o se dovessero invece fornire un supporto tattico
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all’esercito ed essere all’uopo inquadrate in quest’ultimo a livello organizzativo. An-
che in questo caso Hitler prese una decisione ambigua mettendo l’intera aviazione alle
dipendenze del suo principale collaboratore: Hermann Göring, pilota da caccia insignito
delle più alte decorazioni che rese l’aviazione militare un elemento indipendente della
Wehrmacht accanto all’Esercito. Allo stesso tempo, però, dalla metà degli anni Trenta
Göring smise di equipaggiare le forze aeree per una guerra aerea strategica limitandosi
al supporto aereo all’Esercito.
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Una caratteristica peculiare del Terzo Reich fu l’accentramento dell’aviazione civile
e militare alle dipendenze di Göring che era sia Ministro dell’Aviazione del Reich che
Comandante in Capo dell’Aeronautica militare, la Luftwaffe. In generale l’aereo, mezzo
veloce e moderno, divenne un importante emblema del “movimento”: Hitler amava mo-
strarsi mentre viaggiava in aereo, al contrario di Stalin che invece non amava viaggiare e
non salì mai su un velivolo del Duce Mussolini che nella tradizione dei Cesari si faceva
fotografare a cavallo.
Le forze aeree, dunque, erano entrate in scena nel Terzo Reich, accanto all’Esercito e
alla Marina Militare, come elemento più giovane della Wehrmacht, ma non certamente
come il meno rilevante. Il loro Comandante in Capo era, del resto, allo stesso tempo
Ministro dell’Aviazione, Presidente dei Ministri di Prussia e primo Generale Feldma-
resciallo del nuovo Reich. Ciò pose la questione di una nuova struttura organizzativa
di vertice: accanto allo Stato Maggiore dell’Esercito, acquisiva sempre più rilievo il
Comando Supremo della Wehrmacht (Oberkommando der Wehrmacht), che operava
trasversalmente sotto la guida di Keitel. Il Generale dell’Artiglieria Ludwig Beck, fino
al 1938 Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, non si dimise perché rifiutava sostanzial-
mente una politica che portava alla guerra, bensì perché riteneva che dietro le pressioni
di Hitler affinché s’iniziasse presto la guerra, ci fosse il Comando Supremo della Weh-
rmacht che lo aveva mal consigliato. Beck voleva inoltre protestare contro il declassa-
mento dello Stato Maggiore dell’Esercito che fin dai tempi di Moltke aveva assolto la
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funzione di primo consigliere militare del sovrano.
Il rapporto tra il Comando Supremo della Wehrmacht e il Comando Supremo dell’E-
sercito (Oberkommando des Heeres) è un classico esempio di strutture parallele poli-
cratiche durante la Seconda guerra mondiale: fu motivo di continue dispute di compe-
2 Völker, Karl-Heinz: Die deutsche Luftwaffe 1933-1939. Aufbau, Führung und Rüstung der Luftwaffe sowie
die Entstehung der deutschen Luftkriegstheorie, Stuttgart 1967 (=Beiträge zur Militär- und Kriegsgeschichte,
8), pp. 28-44; Boog, Horst: Das Problem der Selbständigkeit der Luftstreitkräfte in Deutschland 1908-1945,
in: Militärgeschichtliche Mitteilungen 43 (1988), pp. 31-60.
3 Boog, Horst: The Strategic Air War in Europe and Air Defence of the Reich, 1943-1944, in: Germany and
the Second World War, vol VII: The strategic air war in Europe and the war in the west and East Asia 1943-
1944/5, Oxford 2006, pp. 7-458.
4 Müller, Klaus-Jürgen: Generaloberst Ludwig Beck. Eine Biographie, Paderborn 2008, pp. 334-364.

