Page 479 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
P. 479

479
          ActA
          tenze e allo stesso tempo un punto di critica sostanziale mosso da ufficiali dello Stato
          Maggiore critici e che manifestarono poi, in un secondo momento, idee di opposizione.
          Un giovane maggiore in servizio presso il Comando Supremo dell’Esercito era solito
          iniziare le sue presentazioni sull’organizzazione di vertice di guerra con la seguente
          considerazione: “La struttura di vertice di guerra della Wehrmacht tedesca è ancora più
          stupida di quanto non potrebbero inventare i più capaci ufficiali di Stato Maggiore se
                                                                            5
          ricevessero l’incarico di mettere a punto la struttura di vertice più assurda”.  Il nome del
          maggiore era Claus Schenk Conte di Stauffenberg.

          3.  Concorrenza di risorse: le divisioni campali della Luftwaffe
             Un particolare elemento di critica era costituito dalle unità terrestri della Luftwaffe,
          che durante la guerra diventavano sempre più numerose e, accanto ad esse, dal fatto che
          ci si aspettava anche da ufficiali dell’aeronautica, come ad esempio il Generale Feld-
          maresciallo Albert Kesselring in qualità di Comandante in Capo di un teatro di guerra,
          che questi potessero assumere la responsabilità operativa di guidare formazioni dell’e-
          sercito. “Mettere sullo stesso piano un corpo di comandanti militari formatosi in anni di
          addestramento specifico con un corpo estraneo  di comandanti molto meno qualificati,
          in parte addirittura senza alcuna qualifica [...] è un peso difficilmente accettabile”,  di-
                                                                                   6
          chiarò più tardi alla Gestapo uno dei cospiratori.
             Le formazioni terrestri della Luftwaffe divennero in breve tempo un autentico “terzo
          esercito” (accanto all’Esercito vero e proprio e alle Waffen-SS) che assorbiva ingenti
          risorse di personale e materiali senza garantire una corrispondente potenza di combat-
          timento. Si trattava di elementi dovuti a motivi puramente ideologici. Göring era tradi-
          zionalmente maldisposto verso l’Esercito che gli appariva troppo conservatore, troppo
          poco deciso e troppo poco nazionalsocialista. Molte delle unità terrestri della Luftwaffe
          erano state create con personale che, a causa delle perdite di velivoli al fronte, non
          era più necessario per l’organizzazione al suolo della guerra aerea. Sotto quest’aspetto,
          quindi, il semplice aumento del numero di tali unità era indice del fallimento della Luf-
          twaffe di Göring. Ma restituire all’Esercito questo personale di cui non c’era più bisogno
          per le attività di volo vere e proprie era per Göring, per l’appunto, fuori discussione. 7
             Non stupisce quindi che già il primo ordine dei cospiratori il pomeriggio del 20 luglio
          1944 avesse l’obiettivo di rimediare a questa frammentazione. Esso recitava, infatti,
          che il Generale Feldmaresciallo Erwin von Witzleben era stato nominato “Comandante
          Supremo della Wehrmacht” al quale erano subordinate tutte le componenti della Weh-



          5   Hoffmann, Peter: Claus Schenk Graf von Stauffenberg und seine Brüder. Das Geheime Deutschland, Stuttgart
             1992, p. 239.
          6   Nota durante una riunione presso il Comando Supremo dell’Esercito il 25 giugno 1942, citata in Spiegelbild
             einer  Verschwörung. Die Opposition gegen Hitler und der Staatsstreich vom 20. Juli 1944. Geheime
             Dokumente  aus  dem  ehemaligen  Reichssicherheitshauptamt,  hg.  von  Hans-Adolf  Jacobsen,  2  Bände,
             Stuttgart 1984, vol. 1, p. 528 (15/12/1944).
          7   Stumpf, Reinhard: Die Luftwaffe als drittes Heer. Die Luftwaffen-Erdkampfverbände und das Problem der
             Sonderheere 1933 bis 1945, in: Soziale Bewegung und politische Verfassung. Beiträge zur Geschichte der
             modernen Welt, hg. von Ulrich Engelhardt u.a., Stuttgart 1976 (=Industrielle Welt, Sonderband), pp. 857-894.
   474   475   476   477   478   479   480   481   482   483   484