Page 480 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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           rmacht (e le Waffen-SS).  Si trattò, ad un’analisi spassionata, dell’unico tentativo intra-
           preso durante la Seconda guerra mondiale di creare i presupposti organizzativi per una
           guerra totale attraverso una struttura di vertice unitaria.
              A Berlino la Luftwaffe disponeva di un numero di effettivi non più quantificabile con
           certezza. In particolare, presso la Caserma General Göring all’aeroporto militare di Ber-
           lino-Tegel si trovavano le unità di riserva della Divisione corazzata “Hermann Göring”.
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           Né queste né le truppe SS a Berlino-Lichterfelde intervennero il 20 luglio 1944: il ten-
           tativo di colpo di stato fu fermato dagli ufficiali dell’Esercito nel Bendlerblock e, molto
           più tardi, dal Battaglione della Guardia appartenente all’Esercito.

           4.  Resistenza nella Luftwaffe: il gruppo “Orchestra rossa”
              La Luftwaffe era considerata “bruna”, dunque particolarmente esposta agli influssi
           nazionalsocialisti; per questo si ritiene che non ci sia stata una resistenza al suo interno.
           Se nell’analisi della resistenza militare ci si limita agli elementi nazional-conservatori,
           il cui operato culminò nel tentativo di colpo di stato del 20 luglio 1944, non si noterà
           certamente che già prima all’interno dell’Aeronautica militare tedesca c’erano state altre
           forme di resistenza.
              Nell’agosto e settembre del 1942 la Gestapo arrestò a Berlino e altrove gli appar-
           tenenti a un gruppo a cui aveva dato l’appellativo “Orchestra rossa” e che considerava
           soprattutto un’organizzazione di spionaggio sovietica. In realtà, il lavoro di intelligence
           a favore dell’Unione Sovietica costituiva solo una parte molto esigua delle attività del
           gruppo che si dedicava altrimenti alla discussione di posizioni politiche di sinistra per la
           Germania del dopoguerra. Ma cospiratori di primo piano come i tenenti Harro Schulze-
           Boysen e Herbert Gollnow erano membri della Luftwaffe; dal Comando Supremo della
           Luftwaffe Schulze-Boysen aveva avuto accesso alle informazioni sull’attacco all’Unio-
           ne Sovietica che aveva passato all’ambasciata sovietica a Berlino.
              Il processo contro il gruppo guidato da Harro Schulze-Boysen e dal pedagogo Arvid
           Harnack si tenne di fronte al Tribunale Supremo Militare del Reich, il Reichskriegsge-
           richt, che era l’istanza competente anche in virtù della situazione giuridica.  Una com-
                                                                             10
           petenza che esso mantenne anche quando, come in questo caso, nei fatti incriminati era-
           no coinvolti civili che vennero anch’essi processati in un unico procedimento. Göring,
           al quale premeva non lasciarsi compromettere troppo dal coinvolgimento di membri del
           suo ministero, decise che il procedimento penale si sarebbe dovuto tenere di fronte al








           8   Spiegelbild einer Verschwörung, p. 24 e seg.
           9   Kurowski, Franz: Von der Polizeigruppe z.b.V. “Wecke” zum Fallschirmpanzerkorps “Hermann Göring”. Die
              Entstehung, Entwicklung und das Endschicksal der Luftwaffeneinheiten mit dem weißen Spiegel “Hermann
              Göring”, Osnabrück 1994, p. 388 e seg.
           10   Si confronti qui e in seguito Messerschmidt, Manfred: Vier Soldaten der “Weißen Rose” vom Volksgerichtshof
              verurteilt, in “Wider die Kriegsmaschinerie”. Kriegserfahrungen und Motive des Widerstandes der “Weissen
              Rose”, hg. von Detlef Bald, Essen 2005, pp. 166-174,  p. 166 e seg.
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