Page 485 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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          eminenti pioniere dell’aviazione, tanto che Göring era riuscito ad ottenere da Hitler che
          la donna, che era mezza ebrea, fosse “parificata agli ariani” e che potesse rimanere in
          servizio nella Luftwaffe. Ed era anche stato Göring stesso ad averle conferito la Croce di
          Ferro. Come gli altri membri della famiglia, anche lei fu arrestata in virtù della “respon-
          sabilità penale familiare” (Sippenhaft) ma venne ben presto rilasciata. Il suo biografo
          suppone che la Luftwaffe non solo continuasse ad avere bisogno di lei, ma anche che
          non avesse alcun interesse che il ruolo personale svolto da Göring divenisse di dominio
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          pubblico.  Melitta von Stauffenberg volava da un campo di concentramento all’altro o
          da una prigione all’altra tenendo unita la famiglia Stauffenberg fino a quando, l’8 aprile
          1945, venne abbattuta da un caccia americano nella Bassa Baviera e ferita mortalmente.
             Il 20 luglio 1944 può essere interpretato come il momento culminante di un conflitto
          di lunga data tra le vecchie élite nazional-conservatrici, soprattutto tra le fila dell’Eser-
                                                                  24
          cito, e le tendenze socio-rivoluzionarie del nazionalsocialismo  che erano in aumento
          verso la fine della guerra in seguito ad un processo di “radicalizzazione cumulativa”.
          Sotto quest’aspetto è comprensibile come la persecuzione penale non andasse mai a col-
          pire solo i responsabili individuali, bensì venisse usata dal regime per una sorta di resa
          dei conti generale con l’Esercito.  È in linea con ciò il fatto che delle tre forze armate
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          della Wehrmacht, solo l’Esercito fu costretto a concorrere all’espulsione degli “autori”
          dalla comunità militare per mezzo di una commissione militare speciale denominata
          “Ehrenhof” (corte d’onore).
             Ad uscire vincitore dal fallito tentativo di colpo di stato fu, anche se fu una vittoria di
          breve durata, Himmler che con l’Esercito di riserva ottenne accesso anche alle risorse di
          personale e materiali dell’Esercito. Göring invece non riuscì a trarre vantaggi personali
          dagli avvenimenti: la sua immagine, un tempo favorito del Führer e ora tossicodipen-
          dente, era ormai troppo danneggiata.
             Dire allora che dalle fila della Luftwaffe non fu opposta alcuna resistenza contro
          il regime nazista è troppo riduttivo, perché così facendo non si tiene conto dello stret-
          to legame tra l’aviazione civile e quella militare, e del fatto che anche all’interno di
          quest’ultima ci fu una notevole partecipazione agli episodi del 20 luglio 1944. È inoltre
          un’affermazione semplicemente falsa se si considerano anche le azioni intraprese al di
          fuori di questo contesto, come ad esempio quelle portate avanti dal gruppo di Harnack
          e Schulze-Boysen.
             Il fatto che questa idea venga diffusa, per lo più senza essere contraddetta, è da con-
          siderare anche come un effetto che continua tuttora degli sforzi del sistema volti a non
          danneggiare ancora di più pubblicamente il “paladino del Führer” Göring e la sua sfera
          di potere nel variopinto apparato nazista.



          23   Medicus, Thomas: Melitta von Stauffenberg. Ein deutsches Leben, Berlin 2012, p. 294.
          24   Mommsen, Hans: Der Nationalsozialismus. Kumulative Radikalisierung und Selbstzerstörung des Regimes,
             in: Meyers Ezyklopädisches Lexikon, Band 16, Mannheim 1976, pp. 785-790, p. 785, p. 789.
          25   Si veda qui e in seguito Heinemann, Winfried: Selbstreinigung der Wehrmacht? Der Ehrenhof des Heeres und
             seine Tätigkeit, in: Der Umgang des Dritten Reiches mit den Feinden des Regimes. XXII. Königswinterer
             Tagung (Februar 2009), hg. von Manuel Becker und Christoph Studt, Berlin 2010 (=Schriftenreihe der
             Forschungsgemeinschaft 20. Juli 1944 e.V., 13), pp. 117-129, p. 126 e seg.
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