Page 486 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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           Il Comando Contro Guerriglia (Co.Gu.) della Repubblica
           Sociale Italiana 1944-45



           Federico CIAVATTOnE



           1.   La controguerriglia dell’Esercito Nazionale Repubblicano
                 opo la firma dell’armistizio con gli Alleati – reso pubblico l’8 settembre 1943
           D - l’Italia si ritrovò divisa in due: nel centro-nord c’erano i tedeschi occupanti; a
           sud, le truppe alleate che lentamente risalivano la penisola. A fianco dei tedeschi, Mus-
           solini – una volta liberato – il 23 settembre 1943 costituì la Repubblica Sociale Italiana,
           un nuovo stato fascista. Nell’Italia meridionale fu creato il Regno vedeva come punti
           di riferimento Vittorio Emanuele III e Pietro Badoglio. Nel nord Italia, infine, nacque
           un movimento di resistenza armato di opposizione all’occupazione tedesca e al neonato
           governo fascista. Pertanto, tra il 1943 e il 1945, in Italia, oltre la guerra tra eserciti rego-
           lari (germanico e Alleato), si combatté anche una guerra civile che, come è stata definita
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           Claudio Pavone, fu “civile”, di “liberazione” e “patriottica” .
              Quantunque la Repubblica Sociale sia esistita per un periodo limitato – spesso la si
           definisce “Repubblica dei 600 giorni” –, essa riuscì a costituire ed a destinare al com-
           battimento un significativo numero di reparti e unità militari, più o meno importanti.
           Naturalmente, per “combattimento” si intendeva quello contro gli Alleati e non la con-
           troguerriglia. La realtà, però, fu ben diversa perché il fronte rimase, per la maggioranza,
           un miraggio: 2/3 dei militari, infatti, vennero impegnati nella repressione del fenomeno
           partigiano.
              Senza ombra di dubbio, lo sforzo maggiore per costituire reparti combattenti ven-
           ne fatto dallo Stato Maggiore dell’Esercito Nazionale Repubblicano. Uno sforzo che
           deve essere distinto in più fasi che si conclusero nell’aprile del 1945. Si tratta di cinque
           momenti distinti, durante i quali cambiarono le tecniche e le modalità di approcciarsi
           dell’E.N.R. al problema del ribellismo.

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           Prima fase: settembre 1943-marzo 1944 .
              In questo primo periodo, la repressione del fenomeno partigiano era ancora conside-
           rata una prerogativa delle unità di polizia. L’attività antipartigiana veniva, quindi, svolta
           dai reparti della Guardia Nazionale Repubblicana e dai Carabinieri. I reparti dell’Eser-
           cito – pochi in realtà – che parteciparono a operazioni di controguerriglia eseguirono,
           principalmente, attività di contenimento.





           1    C. Pavone, Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della resistenza, Torino, Bollati Boringhieri, 1991.
           2    Archivio Centrale dello Stato (da ora in poi A.C.S.), Fondo Repubblica Sociale Italiana (da ora in poi R.S.I.),
              Segreteria Particolare del Duce (da ora in poi S.P.D.), Carteggio Riservato (da ora in poi C.R.), Busta 70, fasc.
              642/R «Ministero della Difesa nazionale», sottofasc. 17, «Varie».
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