Page 488 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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           1945, provocarono 13.695 morti tra le file dei partigiani . Ancora una volta, i dati con-
           fermano che il settore dove la resistenza risultò essere più attiva era quello occidentale:
           tra il gennaio e il marzo del 1945, infatti, furono uccisi, in seguito ad azioni di contro-
           guerriglia, rispettivamente 3.817 partigiani in Piemonte e 2.017 in Liguria. Nel febbraio
                                                                                       8
           del  1945, i documenti affiancano a queste due aree anche la Toscana con 2.338 vittime .
              Il numero dei morti di quest’ultima fase sono una chiara dimostrazione della volontà
           della R.S.I. e dei tedeschi di rendere sicure le immediate retrovie del fronte ed evitare,
           così, che  nel momento del tracollo generale, i reparti italo-tedeschi si trovassero accer-
           chiati anche alle spalle.

           II. Nasce il Comando Contro Guerriglia (Co.Gu.)
              L’oggetto di questa relazione è la repressione del movimento resistenziale da parte
           della Repubblica Sociale Italiana, attraverso le vicende del Comando Contro Guerriglia
           (Co.Gu.), un ente interforze creato dal fascismo repubblicano.
              Durante la ricostituzione delle Forze Armate e delle forze di Polizia, il principale pro-
           blema fu il movimento resistenziale. Proprio il fenomeno partigiano assorbì un numero
           sempre maggiore di risorse, sia in uomini che in mezzi. Se, infatti, in origine la lotta al
           ribellismo fu una prerogativa della Guardia Nazionale Repubblicana, successivamente,
           il principale protagonista divenne l’Esercito, poi affiancato dai Battaglioni di Fanteria
           di Marina della Decima MAS, dai Battaglioni di terra dell’Aeronautica Repubblicana,
           dalle Brigate Nere e dalle varie formazioni di Polizia della R.S.I.. Naturalmente, le ope-
           razioni dei reparti italiani avvennero sempre in stretta cooperazione con i comandi e le
           unità germaniche.
              Il maggiore impiego di risorse militari nella controguerriglia provocò un’escalation
           di violenza che raggiunse il culmine nell’estate-autunno 1944: la Repubblica Sociale
           Italiana, infatti, voleva risolvere definitivamente il problema della resistenza con l’utiliz-
           zo di qualsiasi strumento. È in questo contesto di guerra civile e di guerra antipartigiana
           che deve essere inserita la storia del Comando Contro Guerriglia.
              Il Comando Co.Gu. fu ufficialmente costituito e mobilitato, su ordine dello Stato
           Maggiore dell’Esercito, il 22 luglio 1944.
              In seguito ad accordi intercorsi con la parte germanica e ad autorizzazione del Mini-
           stero delle Forze Armate, si dispone sotto la data del 25 luglio 1944 la costituzione e la
           mobilitazione del


                           COMANDO CONTRO GUERRIGLIA (CO.GU.) .
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              La sua zona di responsabilità, nella repressione del ribellismo, fu il Piemonte anche
           se, per brevi e differenti periodi, reparti da esso dipendenti operarono in Valle d’Aosta


           7    Ibidem.
           8    P. Battistelli, A. Molinari, Le forze armate della R.s.i. Uomini e imprese dell’ultimo esercito di Mussolini,
              Varese, Hobby & Work, 2007, p. 141.
           9    A.U.S.S.M.E., Fondo R.S.I. I-1, Busta 6, Diario Storico militare del Comando Co.Gu. (da ora in poi D.S.
              Co.Gu.), 22 luglio 1944, p.1.
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