Page 490 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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           va] essere il centro direttivo della controguerriglia secondo dei piani organici elaborati
           in base ai dati a disposizione della sezione situazione dell’ufficio operazioni e servizi
           dello stato maggiore, periodicamente comunicati dai comandi militari regionali, e, mol-
                                                                         14
           to verosimilmente, dal comando generale della Guardia Repubblicana .
              La popolazione italiana e il movimento partigiano avrebbero dovuto apprendere del-
           la costituzione di questo nuovo ente con una grande operazione che si sarebbe dovuta
           svolgere nel luglio 1944, prima su Torino e, successivamente, nel resto del Piemonte.
           Il piano denominato «Operazione T», prevedeva una dimostrazione di forza (11.700
           uomini tra italiani e tedeschi) nel capoluogo piemontese, affiancata al rastrellamento di
           alcuni quartieri .
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              Le forze italiane di nuova formazione insieme a quelle in corso di formazione, sotto
           il comando del Generale Mischi, cominceranno la lotta contro gruppi di bande in zone
           del Piemonte, da determinare, con una marcia dimostrativa di tutte le unità già pronte
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           per la città di Torino .
              Terminata la dimostrazione per le vie di Torino, questi militari sarebbero stati sposta-
           ti nel resto della regione per iniziare i grandi cicli di rastrellamento:
              -  Val d’Aosta: Decima Mas;
              -  Val Susa e Val Chisone: truppe dipendenti dai comandi tedeschi;
              -  Area compresa tra Cuneo, Alba, Bra, Acqui: “Cacciatori degli Appennini” e Bri-
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                 gate Nere .
              L’«Operazione T», però, venne attuata solo nella sua seconda fase: quella dei grandi
           rastrellamenti.
              Il 29 luglio 1944, giorno stabilito per l’inizio delle azioni, Mischi inviò a tutti i Re-
           parti dipendenti una circolare che costituiva il “guanto di sfida” al movimento partigiano
           e che lasciava presagire con quale animo i fascisti si stavano preparando alla “resa dei
           conti” con la resistenza. Si trattava di un vero e proprio “scontro di civiltà” tra due siste-
           mi che non potevano convivere insieme.

              A TUTTI I REPARTI DI CONTROGUERRIGLIA
              È scoccata l’ora di debellare il banditismo.
              Questa torva masnada di spioni e di sicari al soldo del nemico, che ai gravi lutti e
           disastri della Patria ha aggiunto massacri, saccheggi e rovine; questi supertraditori che
           trucidano alle spalle l’alleato, il fascista e il militare colpevoli di voler salvare l’Italia ad
           ogni costo; tutti questi banditi devono alfine rendere i conti dei loro misfatti.
              E li renderanno a Voi, mie valorose truppe, che rappresentate la spada inesorabile del-
           la legge e della giustizia impugnata per la tutela degli elementari diritti della vita dei cit-
           tadini e per il trionfo dell’ordine sociale, che sono le basi della risurrezione della Patria.
              La lotta potrà avere dure asprezze ma voi tutto supererete perché come i combattitori
           di buona razza portate nel vostro zaino il mordente che non falla: fede viva, disciplina

           14   A.C.S., Carte Graziani, cit., Busta 71, Relazione «Il CoGu.», s.d., p. 1.
           15  A.U.S.S.M.E., Fondo R.S.I. I-1, Busta 27, Raggruppamento alpini “Cacciatori degli Appennini”, Circolare
              «Operazione T», 20 luglio 1944.
           16    Ivi, p. 1.
           17  Ibidem.
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