Page 245 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
P. 245
885
ActA
y harán saber que ellos tuvieron una función evidente y manifiesta que es la defensa de
la soberanía nacional”.
Il crescente desiderio di verità e giustizia indusse il governo, come ultimo tentativo
per recuperare la credibilità persa, a nominare una commissione di inchiesta al fine di
analizzare la pianificazione delle azioni militari.
Il rapporto denominato “Informe Rattenbach” definì l’intervento come un’ “av-
ventura militare” nella quale prevalse, al di sopra di ogni organizzazione strategica,
“l’improvvisazione”:
“Los procedimientos adoptados por la Junta Militar condujeron a la Nación a
la guerra sin una adecuada preparación, contra- diciendo normas esenciales de
planificación y engendrando así errores y omisiones fundamentales que afectaron la
orientación estratégica militar y la coherencia de la planificación contribuyente. Todo
ello constituyó una causa decisiva de la derrota»”.
Ma anche di tale “Informe Rattenbach” venne limitata la diffusione, negando verità
e giustizia alla popolazione e alimentando invece il dubbio sulle sue conclusioni.
Tuttavia, questo non bastò alla dittatura per riguadagnare il consenso e mettere a
tacere le crescenti proteste che da li a breve avrebbero rovesciato il regime e portato il
paese a elezioni democratiche che il 10 dicembre 1983 elessero il radicale Raúl Alfonsin
come presidente dell’Argentina.
III. Il lavoro per una “giusta” Memoria
Molte delle difficoltà relative alla gestione della memoria della guerra delle Malvi-
nas si possono certamente ricollegare alla rapida transizione che ebbe il paese dopo
la caduta della dittatura militare.
Come evocare “las Malvinas son Argentinas” senza sentire il peso della guerra?
Il neo eletto presidente adoperò fin da subito la sua capacità politica per una delicata
transizione volta a trovare un giusto punto di equilibrio tra il desiderio di giudicare i
responsabili di gravi violazioni dei diritti umani del periodo della dittatura passato ed
allo stesso tempo guidare il paese verso una transizione democratica senza disperderne
i valori nazionali.
Uno dei primi passi, simbolici, in questo senso fu l’emanazione del decreto N°22.769
del 1984 con il quale il Presidente decise di spostare la festività del 2 aprile (Dìa de las
Islas Malvinas, Georgias del Sur y Sandwich del Sur”) istituita dal governo militare gui-
dato da Reynaldo Benito Bignone, al 10 giugno, il giorno in cui, nel 1833 il comandante
Luis Vernet fu nominato governatore delle Isole Malvinas.
In tal modo il Presidente separava gli accadimenti della guerra del 1982 da un
generale reclamo storico sulla sovranità delle isole.
Tuttavia, il 2 aprile 1984, esattamente un’anno dopo la conclusione del conflitto,
Alfonsin invocò il ricordo dello sbarco dei soldati Argentini per il “recupero delle
isole Malvinas” in un discorso emblematico, pronunciato presso la Basilica di Lujan,
nel quale da inizio ad un processo di rottura tra un passato violento e la nascente demo-
crazia.

