Page 247 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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             I secondi, ovvero i familiari, hanno incentrato la loro battaglia per ottenere un rico-
          noscimento dei loro figli e del loro loro sacrificio. Questo processo ha portato sempre
          più l’opinione pubblica argentina a commemorare gli eventi del 1982 attraverso l’ela-
          borazione di documenti, mostre, libri, conferenze, film per un processo di vera e propria
          re- malvinizacion.
             Non minore importanza ha avuto l’omaggio reso dalla popolazione e delle autorità
          ai propri eroi attraverso la costruzione di monumenti, l’intitolazione di nomi a piazze,
          strade e scuole.
             Per coloro che hanno combattuto e per le famiglie e gli amici dei caduti, l’installa-
          zione di un monumento commemorativo del conflitto è diventato un modo per rendere
          omaggio ai soldati nel giorno in cui iniziò, nel 1982, l’invasione delle isole.
             In alcune città, sopratutto quelle più remote, questi monumenti sono un modo per
          collegare la storia del territorio con la storia nazionale, diventando così anche l’occasio-
          ne per ricordare come la stessa cittadina abbia vissuto i giorni bui della guerra.
             Come spiega il Prof. Rodolfo Kusch : “...cuando un pueblo crea sus adoratorios,
          traza  en  cierto modo en el ídolo, en la piedra, en el llano o en el cerro su itinerario in-
          terior”.
             La Commissione delle famiglie dei caduti in Malvinas e South Atlantic ha impiega-
          to diversi anni, per la costruzione di un  cimitero dei  veterani di guerra presso  l’Isla
          Soledad e un cenotafio per ricordare i caduti, completato nel 2004.
             Attualmente ci sono 237 tombe dei soldati uccisi in combattimento, di cui solo 101
          sono identificati, il resto riposa sotto la scritta “soldato argentino noto solo a Dio”. Tra
          questi possiamo inoltre ricordare il:

          - Monumento di Puerto Madryn situato di fronte al mare, come se guardasse le isole (la
             città accolse il ritiro dei militari).
          - Il “Monumento a los Caídos en la Guerra de Malvinas e islas del Atlántico Sur” situa-
             to a Piazza San Martin, nella città di Buenos Aires, dove vengono ricordati i caduti
             con i nomi scritti su una lastra di marmo nero senza distinzione di grado.
          -  Il “Monumento a la Gesta de Malvinas” di Necochea orientato verso le Isole;
          -   Il “El Monumento a los Caídos en Malvinas” fortemente voluta dalla Comisión de
             Familiares de Caídos en Malvinas, situato nel cimitero Argentino di Darwin, nell’Isla
             Soledad, dal 2004.

          V. Una rivincita oltre il conflitto
             Non è possibile concludere questa presentazione sulla memoria ed il valore naziona-
          le delle Isole Malvinas, senza menzionare quella che per gli argentini viene considerata
          una rivincita oltre il conflitto.
                                                a
             Correva l’anno 1986 e si disputava la 13  edizione dei mondiali di calcio.In Messico,
          durante i quarti di finale, il 22 giugno, si incontrano in campo Argentina ed Inghilterra.
             Tutte le cronache della partita parlano di una vera e propria “battaglia” e di un incon-
          tro che va oltre il valore simbolico del risultato sportivo.
             Negli  argentini  la ferita  della  guerra  persa  è ancora  bruciante  e indimenticabile,
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