Page 251 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          Il ‘Fattore Falklands’ a distanza di trent’anni,
          perché i britannici ancora ricordano la guerra



          Davide BoRSANI




          1.  Alla vigilia del conflitto
                el giugno del 1979, il settimanale inglese The Economist pubblicò il dispaccio di
                                                                                1
          N commiato dell’ambasciatore britannico a Parigi, Sir Nicholas Henderson . Si trat-
          tava, però, di molto più che un dispaccio. Era un’analisi che approfondiva le cause e le
          conseguenze del tramonto britannico in Europa e nel mondo da una duplice prospettiva:
          economica e di politica estera. Nelle conclusioni, Henderson suggeriva che, per inverti-
          re il «senso di sconfitta ed umiliazione nazionale del Paese», fosse necessaria, da parte
          delle autorità governative, l’assunzione di un ruolo guida nello stimolare la percezione
          di un obiettivo nazionale condiviso, cosicché il popolo britannico potesse riaccendersi
          grazie alla fiamma del patriottismo, come tra l’altro – notava Henderson – già aveva-
          no fatto i francesi sotto la leadership gaullista. Il dispaccio suscitò molto scalpore tra
          l’opinione pubblica britannica e Henderson fu molto criticato per essere andato al di là
          delle proprie mansioni diplomatiche. Critiche, però, non condivise dal neoeletto Primo
          Ministro conservatore, Margaret Thatcher, che, colpita dalle argomentazioni, non solo
          gli impedì il pensionamento, ma lo nominò ambasciatore presso gli Stati Uniti.
             Al concludersi degli anni Settanta,  la Gran Bretagna attraversava  effettivamente
          una profonda crisi nazionale, tanto da essere definita dai contemporanei come «l’uomo
          malato d’Europa» («the sick man of Europe»), l’inglorioso appellativo già proprio del
          decadente Impero Ottomano nel corso dell’Ottocento. Dal punto di vista economico, il
          lento ma inesorabile declino industriale (quantomeno relativo), che durava ormai da ini-
          zio Novecento, era stato acuito sin dal Primo Dopoguerra, e ancor più dopo la Seconda
          Guerra Mondiale, da un pari declino della sterlina. Nel corso della Guerra Fredda, le cre-
          scenti difficoltà furono esasperate da due crisi economiche globali che, accompagnate a
          livello nazionale da politiche economiche ‘collettiviste’, causarono negli anni Settanta
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          un’impennata dell’inflazione, un reiterato squilibrio della bilancia dei pagamenti  e una
          profonda crisi sociale.
             Nel 1979 il ‘post-war consensus’ britannico era del tutto crollato, in primis a causa


          1    The economisT, Sir Nicholas Henderson Valedictory Dispatch. Britain’s decline; its causes and consequenc-
             es, 2 giugno 1979, pp. 29-40 oppure <http://www.economist.com/node/13315108>. La versione originale e
             integrale è stata diffusa dalla Margaret Thatcher Foundation a seguito dell’avvenuta declassificazione nel
             2006: her majesTy’s ambassador aT Paris To The secreTary of sTaTe for foreign and commonwealTh af-
             fairs, Britain’s decline; its causes and consequences, Diplomatic Report No. 129/79, WRF 020/1, Confiden-
             tial, 31 March 1979, MTF ID: 110961
          2    Nemmeno la scoperta e lo sfruttamento dei giacimenti di materie prime del Mare del Nord riuscì a ribaltare la
             situazione al momento delle elezioni del 1979. Cfr. a.P. dobson, The politics of Anglo-American Economic
             Special Relationship, St. Martin Press, New York 1988, pp. 237-238
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