Page 254 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           2.  Il risveglio patriottico
              La scintilla che accese la fiamma patriottica auspicata da Henderson scoccò quindi il 2
           aprile 1982, quando la giunta militare argentina, presieduta dal Generale Leopoldo Galtie-
           ri, decise di invadere ed occupare le Falklands senza una formale dichiarazione di guerra.
              L’attacco risvegliò nella popolazione britannica emozioni e sentimenti da lungo tem-
           po sopiti. A poche ore dalla diffusione della notizia, un nutrito manipolo di inglesi si recò
           di fronte all’ambasciata argentina a Londra per manifestare il proprio dissenso cantando
           canzoni come ‘Rule Britannia’ o ‘Don’t cry for me, Argentina, We’re going to Nuke
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           you’ . Che non fosse un focolaio isolato lo confermò a metà aprile un sondaggio di The
           Economist, secondo cui l’83% dei britannici dichiarava di avere a cuore la sovranità
           britannica sulle Falklands e una stessa percentuale chiedeva a gran voce l’invio di una
           task force navale .
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              Anche la stampa, da una parte, fu travolta dall’ondata e, dall’altra, vi contribuì. Nel
           giorno in cui la task force britannica salpò in direzione dell’Atlantico del Sud, The Ti-
           mes titolava: «Siamo tutti Falklanders ora». All’interno, un editoriale avvertiva che «la
           volontà nazionale di difendere se stessi deve essere apprezzata e ritemprata per avere
           qualche utilità in un mondo pericoloso ed imprevedibile […] i Falklanders sono il nostro
           popolo». The Daily Mail annunciava la risurrezione del patriottismo in termini di un
           «sole di primavera che risplende». Anche The Guardian inizialmente si accodò, affer-
           mando che «la causa questa volta è giusta», benché nelle settimane successive ritenne
           che essa non giustificasse l’azione militare. Unica voce fuori dal coro, ma certamente
           altisonante, era quella di The Daily Mirror, il secondo quotidiano più venduto nel Paese
           ed eco del partito laburista, che il 5 aprile in un editoriale dal titolo «Might isn’t right»
           si opponeva all’uso della forza sostenendo che, se anche la guerra fosse stata vinta, il
           costo di una ‘Falklands Fortress policy’ sarebbe stato eccessivo in relazione alla posta
           in palio. A far da contraltare, vi era The Sun, il quotidiano più venduto, che in prima
           pagina titolava il 6 aprile: «Li distruggeremo». Per tutta la durata della guerra, The Sun
           sostenne l’azione britannica, utilizzando accenti fortemente patriottici e, in alcuni casi,
           sciovinisti. Considerando che, nel 1982, The Sun vendeva circa 4 milioni di copie al
           giorno con un bacino di lettori stimato intorno ai 12 milioni, e durante la guerra la sua
           tiratura rimase pressoché inalterata, ciò si può ritenere un indicatore piuttosto valido in
           grado di spiegare come e quanto il patriottismo venne rinfocolato durante il conflitto .
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              Ad invasione avvenuta, la Thatcher, colta di sorpresa, assunse una forte leadership
           churchilliana che escluse qualsiasi opzione di appeasement, già riecheggiante nell’im-
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           maginario collettivo gli ingloriosi anni Trenta . La guerra delle Falklands fu letta dal
           16  r. harris, Gotcha! The media, the government and the Falklands crisis, Faber and Faber, Londra, 1983, p. 45
           17  The economisT, 17 April 1982, p. 23. Nell’immaginario collettivo ebbero anche una rilevante eco le campagne
              che invitavano le casalinghe a non comprare manzo argentino.
           18  Per quanto riguarda la dimensione mediatica del conflitto, cfr. d. g. boyce, The Falklands War, Palgrave
              Macmillan, New York, 2005, pp. 148-170; v. adams, The Media and the Falklands Campaign, Macmillan
              Press, Londra, 1986; harris, cit., pp. 38-55. Per ciò che concerne il principale canale televisivo pubblico, la
              BBC, esso dichiarò di voler perseguire una linea neutrale nel narrare gli eventi del conflitto. Fatto che irritò
              non poco il Ministero della Difesa e la stessa Thatcher.
           19  Cfr. The Times, 5 aprile 1982
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