Page 258 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           nitivamente alle spalle la ‘sindrome di Suez’. Oggi, al contrario, il Ministro della Difesa
           britannico, Philip Hammond, paventa l’idea di una ‘sindrome dell’Afghanistan’: come
           ha recentemente dichiarato,

              Ho il sospetto che il popolo britannico – e non solo il popolo britannico – sarà
              diffidente per impegni duraturi di queste dimensioni forse per molto tempo in fu-
              turo. […] Quando un impegno si rivela più lungo e più costoso rispetto a quanto
              originariamente previsto, vi è spesso una reazione pubblica. 38

              Considerando la genesi del ‘Fattore Falklands’ – nato da una rapida e netta vittoria
           contro un attore statuale con un risultato immediatamente visibile agli occhi dell’opinio-
           ne pubblica – è possibile concludere che la ‘sindrome dell’Afghanistan’, sinistramente
           riecheggiante quella del Vietnam, sia la sua esatta nemesi in grado di dividere l’opinione
           pubblica, indebolire il senso patriottico e insinuare incertezze riguardo al futuro di un
           Paese. Come ha affermato lo storico militare Max Hastings, a causa delle guerre in Af-
           ghanistan ed in Iraq «la società britannica è diventata in modo considerevole più avversa
           al rischio, e più scettica in relazione al valore del sacrificio» e, più in generale, al soste-
                                                                                    39
           gno per un eventuale e nutrito dispiegamento all’estero delle proprie Forze Armate .
           4.  L’opinione pubblica e le Falklands oggi
              Tuttavia, il ‘Fattore Falklands’ non è stato seppellito tout-court dalle esperienze af-
           ghana ed irachena. I principi che spinsero la Thatcher a non cedere e a non negoziare con
           la giunta argentina nel 1982, quali la libertà e l’autodeterminazione dei popoli, sono in-
           fatti ancora attuali e la ‘Britishness’ delle Falklands ne è diventata un simbolo concreto.
              Nel corso degli ultimi anni, l’Argentina ha alzato i toni delle sue rivendicazioni,
           chiedendo con insistenza a Londra di tornare al tavolo delle trattative per discutere il
           futuro della sovranità sulle isole . Gli inglesi, per tutta risposta, dall’invasione del 1982
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           rifiutano di negoziare con Buenos Aires e, al contrario, hanno preferito potenziare la
           propria postura militare nel Sud Atlantico, così da dissuadere gli argentini da un nuovo
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           attacco . Se, da una parte, l’attuale governo di David Cameron ha voluto prendere una
           decisa e netta posizione contraria di fronte all’insistenza della Casa Rosada, dall’altra
           ha anche scelto di porre un forte accento sui principi di thatcheriana memoria, dichia-
           rando a più riprese che «finché i Falklanders vogliono restare britannici, noi saremo






           38  Cit. in The TelegraPh, Philip Hammond: I suspect we will be wary of actions like this for a while, 14 giugno
              2013 <http://www.telegraph.co.uk/news/politics/10121918/Philip-Hammond-I-suspect-we-will-be-wary-of-
              actions-like-this-for-a-while.html>
           39  hasTings, cit.
           40  Cfr. g. PasTori, L’impero colpisce ancora? La questione delle Falkland/Malvinas e il sistema degli equilibri
              latinoamericani, in ‘Geopolitica’, vol. 1, n. 4 (Inverno), 2012, pp. 155-171
           41  Cfr. d. borsani, Thirty years after: Argentina and the United Kingdom towards a new Falklands war?, ISPI
              Commentary, 5 marzo 2012
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