Page 260 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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900 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
che è meno che opprimente, ma più che simbolico. 48
La nuova propagazione dell’eco valoriale del ‘Fattore Falklands’ si inserisce in un
rinnovato contesto di crisi economica e sociale, diverso e meno radicato ma anche, al-
meno in parte, simile a quello che dovette affrontare la Thatcher più di trent’anni fa. A
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causa della ‘grande crisi’ del 2008 , infatti, le prospettive socio-economiche non sono
certamente rosee per Londra. Oggi Whitehall si trova a dover rientrare da un clamoroso
buco di bilancio con un debito pubblico che è raddoppiato, dal 35% al 70% del Prodotto
Interno Lordo (PIL), nell’arco di sei anni e un deficit annuale medio intorno al 7% .
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Come già fece la Thatcher prima della guerra, seppur in condizioni macroeconomiche
differenti, il governo Cameron – la cui popolarità dopo le elezioni del 2010 è ben presto
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scemata – ha avviato un vasto programma di ‘austerity’ che mira proprio a riequilibrare
le finanze statali effettuando ampi tagli alla spesa pubblica, inclusa quella militare .
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Ciò si è ripercosso inevitabilmente sullo status internazionale della Gran Bretagna.
Oggi quindi appaiono ancora emblematiche le parole di Nile Gardiner, che, in occasione
del venticinquesimo anniversario della guerra – non senza iperboli – scrisse: nel 1982
Il leone britannico ruggì nuovamente e il mondo ne prese atto. In [quella] vittoria
vi sono lezioni per i leader britannici di oggi. [...] La posizione della Gran Breta-
gna come grande potenza e la sua volontà di agire come tale viene erosa da tagli
punitivi alla difesa [...] Ci sono una serie di passi che la Gran Bretagna deve intra-
prendere per rafforzare la sua posizione di potenza mondiale e per mostrare che è
in grado di affrontare e debellare le minacce che deve affrontare. Servirà lo stesso
tipo di sacrificio e di leadership lungimirante che ha plasmato la nazione britan-
nica nelle settimane dopo l’invasione argentina [...] Oggi, la Gran Bretagna deve
affrontare una scelta netta tra sprofondare nella mediocrità [...] od agire come un
forte leader mondiale. 53
In questo quadro, la difesa della ‘Britishness’ delle Falklands, essendo comunemente
ritenuta una giusta causa, appare agli occhi sia dei politici sia dell’opinione pubblica una
significativa ‘cartina di tornasole’ in grado di simboleggiare lo status, i valori, gli interessi
e la resilienza di Londra in un contesto internazionale che è incline a marginalizzarla.
48 The guardian, The Falklands: 30 years on, 30 marzo 2012
<http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/mar/30/falklands-war-argentina-settlement>
49 o. barié, Dalla guerra fredda alla grande crisi. Il nuovo mondo delle relazioni internazionali, Il Mulino,
Bologna, 2013
50 <http://www.ukpublicspending.co.uk>
51 Cfr. l’archivio dei vari sondaggi pubblicati su http://ukpollingreport.co.uk
52 Tra le ultime analisi pubblicate sull’argomento, cfr. f. KloTz, The Future of Britain’s Nuclear Deterrent, in
‘The National Interest’, 24 luglio 2013 <http://nationalinterest.org/commentary/the-future-britains-nuclear-
deterrent-8768?page=1>; h. a. conley – m. leed, NATO in the Land of Pretend, CSIS Commentary, 26
giugno 2013 <http://csis.org/publication/nato-land-pretend>; D. borsani, L’inevitabile declino? L’ordine
occidentocentrico alla prova dell’understretching, in ‘Geopolitica’, vol. II, no.1 (Primavera), 2013, pp. 65-76
53 n. gardiner, The Falklands War, 25 Years Later: Lessons for British Global Power, The Heritage Foun-
dation, Washington D.C., 12 giugno 2007 <http://www.heritage.org/research/reports/2007/06/the-falklands-
war-25-years-later-lessons-for-british-global-power>

