Page 265 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          Mondlane, a guidare un processo di unificazione dei tre maggiori movimenti di libera-
          zione del Mozambico. Mondlane incontrò diversi gruppi protonazionalisti, incoraggian-
          doli all’unione su di una piattaforma comune: una lotta contro il Portogallo di Salazar.
             Mondlane era fortemente incoraggiato da Kwame Nkrumah (primo Presidente del
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          Ghana) e sostenuto dalla CONCP  a convincere i dirigenti della Manu, Udenamo e Una-
          mi, ad accantonare le divergenze.
             Il 25 maggio 1962 venne firmato un protocollo di accordo che diede vita al  Fronte
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          di Liberazione del Mozambico, noto come Frelimo  che, con il permesso del Presidente
          Nyerere, istallò la propria base operativa a Dar el Salaam. La nuova organizzazione na-
          zionalista capeggiata da Mondlane, era pronta alla conquista dell’indipendenza anche se
          ciò avrebbe significato conquistarla attraverso una lotta armata.


          La guerra d’indipendenza
             A partire dal 1964 il Frelimo iniziò una lotta armata sotto forma di guerriglia, per la
          liberazione dal Portogallo. La guerra si protrasse per anni e quando, il 13 febbraio 1969,
          venne assassinato il leader Mondlane, la sua morte fu percepita all’interno del movimen-
          to come una sconfitta collegata alle discrepanze interne del Frelimo. La situazione venne
          raddrizzata dal nuovo presidente eletto, Samora Machel, capo del dipartimento per la
          difesa, un personaggio che portava con sé una lunga esperienza familiare di resistenza
          all’oppressione e che trasformò i connotati della lotta armata, dando inizio ad una vera
          e propria rivoluzione.
             Samora Machel assunse personalmente il comando delle forze armate di liberazione
          e coordinò l’offensiva che determinò la sconfitta del Portogallo nel 1974 quando il regi-
          me coloniale venne definitivamente abbattuto.
             La fine del dominio coloniale fu favorita anche da quello che accadeva contempora-
          neamente in Portogallo, che affrontava a sua volta la “Rivoluzione dei garofani” ( port.
          Revoluçao dos Cravos), un colpo di Stato attuato nel 1974 da militari dell’ala progres-
          sista delle Forze Armate portoghesi che determinò la fine del lungo regime autoritario
          di Salazar, ripristinando in seguito la democrazia nel Paese. Samora Machel affermò in
          seguito che sono stati proprio i mozambicani a creare le condizioni che hanno condotto
          non solo alla liberazione del paese, ma anche a quella del popolo portoghese, vittima
          anch’esso dell’oppressione fascista . Infatti furono anche le convinzioni dell’impossi-
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          bilità di continuare una guerra inutile nei possedimenti dell’Angola e del Mozambico,
          a creare il dibattito in seno all’esercito, da cui avrebbe preso le mosse la “Rivoluzione
          dei Garofani”.
             Con l’accordo di Lusaka del 7 settembre del 1974 tra il governo portoghese e il Fre-
          limo, si forma un governo provvisorio di transizione che avrebbe condotto in seguito

          8  Organismo coordinatore delle forze nazionaliste delle colonie portoghesi allora diretto dal mozambica-
             no Marcelino Dos santos.
          9  Il Frelimo giunse alla formulazione di una dottrina di tipo marxista leninista ispirandosi ai paesi socia-
             listi. Vedi A. Bragança   le radici ideologiche del Frelimo, Nazionalismo e lotta di classe in Mozambico
             Nacionalismo Maputo, Centro estudos africanos Universidade Eduardo Mondlane.
          10  S.Machel, Discorsi. Roma, Edizioni Associate, 1983
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