Page 267 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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al collasso il governo di Maputo, forte dell’aiuto della Rhodesia fino al 1980 , e in
Sudafrica fino al 1984. Per i ribelli della Renamo il Mozambico sarebbe stato effettiva-
mente dei mozambicani se questi fossero stati liberi di scegliere il loro destino, i loro
governanti, nel rispetto delle libertà sancite dalla Dichiarazione universale dei diritti
dell’uomo e dei popoli, siglata dai paesi membri delle Nazioni Unite poco dopo la fine
della seconda grande guerra mondiale, e ratificata dal Mozambico poco dopo l’indipen-
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denza nel 1975 .
Gli appoggi dei regimi rhodesiano e sudafricano uniti al supporto forzato e di reazio-
ne, alle politiche del Frelimo, di parte della popolazione, hanno dato inizio ad una lunga
guerra civile che si protrasse per sedici lunghi anni, causando circa 1 milione di morti.
La fine della guerra fredda e lo stallo militare a cui era giunto il conflitto portarono alla
firma dell’accordo di Pace tra i due gruppi a Roma, 4 ottobre 1992.
Il Mozambico si è trasformato in un caso di successo internazionale per le Nazioni
Unite che hanno promosso il processo di pacificazione e la democratizzazione, entrambi
riusciti in modo notevole se paragonato all’Angola. Tale processo ha visto l’Italia gio-
care un ruolo di primissimo piano, grazie all’intervento della Comunità di Sant’Egidio e
alla collaborazione del ministro degli Esteri e del sottosegretario Mario Raffaelli. Infine
l’Italia si è impegnata moltissimo per la ricostruzione del Mozambico postbellico sia
con risorse finanziarie e l’invio di personale civile, sia con dispiegamento di un notevo-
le contingente militare. Difatti, pochi giorni dopo il trattato di pace, il 16 dicembre, il
Consiglio di Sicurezza autorizzò l’Operazione ONUMOZ (United Nations Operations
in Mozambico), la quale, attraverso un complesso di attività politico-militare e di soc-
corso umanitario, dovette favorire il processo di pacificazione . L’Italia ha contribuito
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alla missione con l’Operazione “Albatros”, dotata di un Contingente di 1.030 uomini,
15 Rhodesian security forces, seeking to destabilize the Mozambican government and undermine its support
for Rhodesia’s national3liberation forces, backed the guerrilla group that was to become Renamo. After
Rhodesia became independent Zimbabwe in 1980, Renamo was handed off to South Africa’s Department
of Military Intelligence, which continued to provide support throughout the 1980s. South Africa’s interest in
Renamo was a key part of the apartheid regime’s program of systematic destabilization of neighboring black-
ruled regimes. South African support helped Renamo to significantly expand its activities in Mozambique
and to become a more public and structured threat to Frelimo. Margaret Hall and Tom Young, Confronting
Leviathan: Mozambique since Independence (Athens: Ohio University Press, 1997).
16 Hall, M. (1990) The Mozambican National Resistance movement (Renamo): a study in the destruction
of an African country, Africa
17 Per assolvere un mandato tanto esteso quanto impegnativo, le Forze delle nazioni Unite sono state artico-
late in tre regioni: Nord, Centro e Sud, nel cui ambito operano 5 battaglioni di fanteria e numerose unità
di supporto appartenenti a Nazioni di tutti i Continenti, oltre ad un’organizzazione di Osservatori. Il 21
febbraio parte per il Mozambico un nucleo avanzato di 23 ufficiali, incaricati di provvedere alle soluzioni
logistiche per l’intero contingente. Il 2 marzo 1993 il Ministero della Difesa autorizza ufficialmente la
partenza del contingente italiano. Il 21 febbraio parte per il Mozambico un nucleo avanzato di 23 ufficia-
li, incaricati di provvedere alle soluzioni logistiche per l’intero contingente. Il 2 marzo 1993 il Ministero
della Difesa autorizza ufficialmente la partenza del contingente italiano. L. Tosi , L’ Italia e la sicurezza
collettiva. Dalla Società delle Nazioni alle Nazioni Unite. Perugia, Morlacchi, 2007

