Page 270 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
P. 270
910 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
zi di riflessione circa le sorti del Paese, attraverso i quali il popolo acquisisce la coscien-
za della propria personalità, e della propria identità e cultura soffocate per lungo tempo.
La letteratura a tal proposito non va sottovalutata, anzi, si dimostra essere in questo
caso la fonte privilegiata di accesso all’immaginario di un’ epoca, la rappresentazione di
un tempo passato. Secondo Stuart Hall, la cultura nazionale è narrata soprattutto dalle
letterature nazionali che raccontano a loro volta la nazione, rappresentando esperienze
25
condivise, le sconfitte, i trionfi, i disastri che hanno dato senso alla nazione . Un grande
esponente internazionale della letteratura mozambicana, Mia Couto, battezzato come
Antonio Emilio Leite Couto ed autore di 23 libri tra cui romanzi, poesie e cronache
tradotti in 22 lingue nel mondo, ha riportato questa realtà identificativa del Mozambico
nelle sue opere di maggior successo, considerate appunto “ romanzi di guerra”, ovvero
26
che hanno come sfondo la guerra civile e le sue conseguenze .
Lo stesso si può dire di Malangatana Ngwenya Valente (1936), morto nel 2011, uno
degli artisti Mozambicani (ed africani in generale) più conosciuti e stimati a livello in-
ternazionale, la cui vicenda personale si intreccia in modo simbiotico con quella del suo
Paese natale e la cui arte è una forte testimonianza della sete di giustizia sociale, politica
ed economica del Mozambico. Malangatana si ispirò proprio a Picasso, – tanto da essere
considerato addirittura il Picasso africano, – il grande autore del Guernica, massima
espressione di impegno civile divenuto l’emblema della condanna del totalitarismo e
della guerra. Assumono gli stessi connotati anche i quadri di Malangatana realizzati
tra gli anni Cinquanta e Novanta del XX secolo, periodo della storia mozambicana tor-
mentato prima dal colonialismo portoghese, poi dalla sanguinosa guerra civile che ha
investito il Paese prolungandosi per quasi due decenni.
Come per tutto il nazionalismo africano, Nel caso mozambicano si può affermare che
la costruzione della nazione, o dell’idea di nazione, iniziò con i movimenti nazionalisti
27
che si opponevano alle pratiche dello stato coloniale . Fu quella la fonte di unità nazio-
nale, o meglio, la sofferenza comune durante gli ultimi cinquant’anni sotto il dominio
portoghese. Il movimento nazionalista non è nato infatti in un contesto sociale stabile
dove persisteva un’unità linguistica, territoriale, economica e culturale. E’ stata la domi-
nazione coloniale a dare origine alla comunità territoriale mozambicana ed ha creato le
basi per una coerenza psicologica fondata sull’esperienza comune della discriminazio-
ne, del lavoro forzato e degli altri aspetti della dominazione coloniale.
Conquistata l’Indipendenza, la costruzione della nazione è proseguita attraverso il
consolidamento delle strutture giuridico-amministrative e dalla produzione di discorsi
sull’identità nazionale, orientati al radicamento dell’idea di appartenere ad un collettivo
nazionale capace di superare le differenze fondate sull’etnia, sulla lingua e sulla religione.
25 Em vez de pensar as culturas nacionais como unificadas, deveríamos pensá-las como constituindo um dispo-
sitivo discursivo que representa a diferença como unidade ou identidade. Elas são atravessadas por profundas
divisões e diferenças internas sendo “unificadas” apenas através do exercício de diferentes formas de poder
cultural (HALL, 2006, p. 62).
26 In particolare i romanzi “Terra sonambula” ( 1992); a Veranda do Frangipani (1996), “O ultimo voo do
Flamingo “ (1999).
27 MacQueen, N. (1998), A descolonização da África portuguesa: a revolução metropolitana na dissolução do
império, Mem Martins: Inquérito.

