Page 274 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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914 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
Nella Navarra e nelle province basche l’abolizione dei fueros dovette aspettare le
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cosiddette guerre carliste, la prima negli anni 1833-1839 e la seconda negli anni 1874-
1876.
Dopo la tormentata parentesi del primo decennio del secolo, in cui Napoleone Bona-
parte aveva messo sul trono di Spagna il fratello Giuseppe, la Spagna si orienta, con la
Costituzione di Cadice (1812) verso un ordinamento di stampo liberale. Ma Ferdinando
VII, rimesso sul trono dopo la vittoria anglo-spagnola sulla Francia, non intende appro-
varla. La rivolta dei liberali è vana e nel 1814 la costituzione, che comportava l’unità
giurisdizionale della Spagna, con l’abrogazione dei fueros è abolita.
Ferdinando ha una figlia Isabella e un fratello Carlos: secondo la legge salica in vi-
gore presso i Borboni, dovrebbe essere lui a succedere al re. Ferdinando, però, abroga
la legge e gli subentra Isabella. Si scatena, quindi, una guerra di successione con tutti i
caratteri di guerra civile. Con l’appoggio dei liberali, la regina Isabella ripristina la Co-
stituzione e nel 1833 i fueros sono ufficialmente soppressi. Subito la Navarra si solleva,
trascinando con sé i tradizionalisti della Guipùzcoa e della Vizcaya.
Nello scontro con il potere centrale, il tradizionalismo dei carlisti si fonde con il mo-
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vimento politico-militare per il ripristino delle consuetudini dei fueros che più avanti
sarà chiamato fuerismo o foralismo.
I carlisti baschi formano un esercito semi-regolare e mal equipaggiato e la vittoria
finale andrà alle truppe di Isabella. Nel 1839 l’accordo di Bergara conclude le ostilità.
Dopo la prima guerra carlista, i due fronti che potremmo definire liberal-industriale
e tradizionalista-rurale continuano a combattere una guerra sotterranea. Con il tempo,
infatti, le istituzioni nazionali prendono il sopravvento e si instaura un nuovo apparato
legislativo che, a poco a poco, sopprime tutte quelle disposizioni forali che risultano
ormai anacronistiche in un ambito sociale ed economico sempre più capitalista. Ecco
dunque, oltre alla dogana unificata e alla soppressione di certi privilegi fiscali, il servizio
militare obbligatorio (come nel resto della Spagna) e la deroga da certi diritti di cittadi-
nanza incompatibili con una costituzione borghese.
L’incompatibilità tra il sistema forale e le necessità del crescente mercato nazionale
e internazionale era, quindi, manifesta. Nonostante ciò, i fenomeni di reazione sociale
al cambiamento saranno numerosi e spesso violenti. Ci vorranno altri trent’anni e una
seconda guerra carlista per liquidare definitivamente, nel 1876, il sistema forale.
“Il finale è l’inizio”, è il motto utilizzato nella novella di Navarro Villoslada, che
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alla fine dell’ultima guerra carlista cercò di recuperare la spinta guerriera del popolo ba-
sco, allo scopo di salvare la Spagna cattolica, proprio come i suoi antenati avevano fatto,
in passato, contro l’invasore arabo. L’immagine di un Paese Basco idilliaco, dove la sua
popolazione conserva gelosamente l’indipendenza, fu adottata dal primo nazionalismo
2 Cfr. F. Pardo Fernandez, l’ indipendencia vasca. La disputa sobre los fueros, Nerea, Madrid 1990
3 Cfr. Giovanni Lagonegro, Storia politica di Euskadi ta Askatasuna e dei Paesi Baschi, Ed. L’altra storia,
Tranchida, Milano 2005, pag. 34
4 Francisco Navarro Villoslada (1818-1895) fu un ideologo e scrittore romantico spagnolo, proveniente dalla
regione della Navarra. Nel 1879 pubblicò Amaya o los vascos en el siglo VIII, novella in cui si esaltava il
ruolo dei baschi nella lotta contro l’Islam. Il romanticismo tradizionalista cattolico di Navarro Villoslada fu
di primaria importanza nella formazione dello spirito nazionalista basco.

