Page 278 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           spondeva con altra violenza.
              Non era difficile per Sabino Arana reperire materiale letterario per la sua costruzione
           ideologica, molti erano infatti gli episodi impregnati di comportamenti eroici.
              Così nasce uno dei libri programmatici più sorprendente nella storia del pensiero
           politico del XIX secolo Bizkaya por su independencia. Cuatro glorias patrias del 1892.
           Non si tratta di una successione di argomenti politici bensì la descrizione di quattro
           battaglie dove i vizcaini respinsero gli invasori castigliani, ottenendo, così, la propria
           indipendenza.
              L’idea del martirio per la sacra patria è già presente nel primo Sabino Arana, la felici-
           tà sarà donata a colui che muore in croce, intesa come croce basca che rinforza il doppio
           carattere del martirio, sacro e nazionale.
              I miti che prima venivano usati per rafforzare i diritti, oggi sono diventati protago-
           nisti della scena. Non sono qualcosa che si trova solo nel passato, bensì costituiscono
           l’unico esempio del modo di comportarsi di un basco: assumere la causa sacra della
           patria ed essere disposto a morire per essa.
              “Dio e legge antica” diventarono parole d’ordine destinate alla lotta non più agli
           antichi romani, ma ai nuovi invasori della Vizcaya. La nuova realtà della Vizcaya indu-
           strializzata fece si che queste idee si sviluppassero. In questa realtà i baschi, infatti, oc-
           cupavano posti di rilievo nella società, gli stranieri dal sangue impuro, invece, venivano
           occupati nelle miniere e l’odio verso gli spagnoli si traduceva nell’odio verso i poveri.
              De fuera vendrá è il titolo di un’opera teatrale nella quale si criticavano gli spagnoli
           che, con il matrimonio, cercavano di raggiungere una posizione sociale migliore. È evi-
           dente l’aspetto razzista di Arana che offre giustificazioni storiche alla purezza di sangue
           e alla superiorità del proprio popolo.
              Egli incita ad eliminare ogni forma di affetto e rispetto nei confronti dello spagnolo,
           esorta a fare dell’idioma il bastione che impedisce ogni relazione con gli spagnoli e spin-
           ge inoltre a combattere coloro che per i baschi sono sostenitori del popolo da loro tanto
           osteggiato. Questa ultima teoria è fondamentale nella storia del nazionalismo perché
           esclude ogni forma di dibattito che potrebbe nascere da una pluralità di vedute. L’odio
           per gli spagnoli è il segno di riconoscimento del buon basco, tutto questo rinvigorito da
           una forte religiosità integralista che rinforza i meccanismi di esclusione dell’altro. Arana
           considera gli spagnoli come stranieri e sostiene che la Spagna non è la patria dei baschi.
           Adotta un lessico dispregiativo nei riguardi degli operai immigrati nella provincia, che
           chiama maketos, termine esteso a tutti gli spagnoli .
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              Per concludere e facendo un salto temporale ai giorni nostri, credo sia opportuno
           definire il nazionalismo basco – anche nell’espressione più recente del “soberanismo”
           -  come etnonazionalismo, espressione e fenomeno nazionale periferico analogo ai na-
           zionalismi dell’Europa orientale e balcanica. Quest’ultimi - come illustrato da Antonello






           13  Cfr. Alfonso  Botti,  La questione basca.Dalle origini allo scioglimento di Batasuna,  Bruno Mondadori,
              Milano 2003, pag.52
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