Page 246 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
P. 246

886                                XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm

              “Hoy 2  de abril vengo aquí a evocar con ustedes, delante de este monumento, a
           nuestros caídos en batalla, a  esos  valientes argentinos que ofrendaron su  vida o  que
           generosamente la expusieron en esa porción austral de la patria. Si bien es cierto que el
           gobierno que usó la fuerza no reflexionó sobre las tremendas y trágicas consecuencias
           de  su  acción,  no  es  menos  cierto  que  el  ideal  que alentó a nuestros soldados fué, es
           y será el ideal de todas las generaciones de argentinos: la recuperación  definitiva  de
           las islas Malvinas, Georgias del Sur y Sandwich del Sur (...) Cuántos ciudadanos de
           uniforme habrán deseado dejar sus cuerpos sin vida entre las piedras, la turba y la nieve,
           después de haber peleado con esfuerzo y osadía.
              Pero Dios vio a los virtuosos y de entre ellos los valientes y los animados, de entre los
           dolidos y los apesadumbrados eligió a sus héroes. Eligió a estos que hoy memoramos.
              Urgidos por  el infortunio,  sin  los  laureles  de  la victoria,  estos muertos  que  hoy
           honramos son una lección viva de sacrificio en la senda del cumplimiento del deber (...)
           Estas trágicas muertes refuerzan aún más la convicción que tenemos sobre la justicia de
           nuestros derechos.”
              Il presidente pone una contrapposizione tra la necessità di costruire una cultura della
           “pace” basata sui valori democratici e la necessità di commemorazione di un “soldato”
           in un paese la cui identità culturale è stata fortemente influenzata dalla presenza militare.
              Secondo  il presidente Alfonsin i “cittadini soldati” muoiono in difesa di  una  co-
           munità che li porta allo stesso tempo come modelli, rendendo possibile sostenere un
           discorso nazionalista, senza associare la memoria ad una delle più sanguinose dittature
           della storia.
              Il percorso scelto da Alfonsin aprirà quindi la strada ad una commemorazione dei
           caduti per la patria ed ad un sostegno a i reduci.


           IV. I luoghi della memoria
              Ad oltre 30 anni dall’inizio dell’occupazione delle isole Malvinas e delle disastrosa
           sconfitta subita dall’Argentina il percorso tracciato dal presidente Alfonsin e proseguito
           nei governi successivi fino ad arrivare alla Presidente Cristina Kirchner è ancora vivo e
           ricco di significati e simboli nella memoria popolare argentina.
              Il 2 aprile, in Argentina, dopo un tormentato iter, dovuto al significato da attribuire
           alle date e alle festività ( basti pensare che per alcuni anni si sono festeggiate entrambe
           le ricorrenze), è tornato ad essere la Giornata del Veterano di Guerra.
              In tutto il territorio nazionale, dalle grandi città alle località più piccole e remote, si
           trovano monumenti, cartelli stradali, o semplici scritte e murales riportanti la frase “Las
           Malvinas son Argentinas”.
              E’ importante sottolineare come il processo di riappropriazione della memoria delle
           Malvinas ha avuto un forte impulso grazie al contributo proprio del popolo argentino.
              Un primo e importante impulso per il recupero della memoria fu dato dai gruppi
           di veterani di guerra e dalle associazioni dei familiari dei caduti nelle Malvinas: i primi
           operarono dapprima per un  recupero della  dignità  materiale e  umana del  veterano e
           successivamente per il recupero del sentimento storico di coloro che furono in battaglia.
   241   242   243   244   245   246   247   248   249   250   251