Page 43 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          ActA
          L’Operazione “United Shield” e
          il 26° Gruppo Navale Italiano



          Francesco loRIgA




               rima di descrivere il contributo che l’Italia diede in supporto all’operazione mul-
          P tinazionale denominata United Shield, condotta nel 1995 in Somalia sotto l’egida
          dell’O.N.U. e che presenta tutte le caratteristiche peculiari del “joint” e del “combined”,
          tema specifico del Congresso, qualche breve cenno alla presenza italiana in Somalia, una
          terra che ne è stata per lungo tempo testimone.
             La prima presenza militare italiana in Somalia data l’aprile-maggio 1885, quando la
          Regia Nave Barbarigo, un piccolo avviso di circa 800 tonnellate, nel quadro della poli-
          tica coloniale del Regno d’Italia dell’epoca fu incaricata di esplorare la foce del Giuba
          e di visitare le coste dipendenti dal Sultano di Zanzibar. Stabiliti i primi contatti con le
          popolazioni indigene furono stipulati accordi commerciali, che consentirono via via una
          penetrazione sempre più consistente nel territorio. Di pari passo anche la presenza mili-
          tare si rafforzò, costituita prevalentemente da truppe autoctone sotto comando italiano.
          Fu costituita anche una Capitaneria di Porto a Mogadiscio, città che divenne la base di
          una flottiglia di “sambuchi” (delle piccole barche a vela) in organico alla Marina.
             La presenza italiana in Somalia si consolidò dopo la 1^ Guerra Mondiale e, dopo la
          conquista dell’Etiopia nel 1935-36, assieme a quest’ultima ed all’Eritrea, costituì la co-
          siddetta Africa Orientale Italiana, in pratica l’intero territorio del Corno d’Africa, con le
          significative eccezioni della Somalia francese (la zona di Gibuti, prospiciente lo Stretto
          di Bab-el-Mandeb) e del Somaliland inglese (la zona di Berbera prospiciente il Golfo di
          Aden). Durante la 2^ Guerra Mondiale, dopo un’effimera conquista Somaliland, la con-
          troffensiva britannica portò alla resa dell’intera Africa Orientale Italiana nell’aprile 1941.
             L’Italia tornò però in Somalia poco dopo la fine della guerra su mandato O.N.U. con
          un corpo di spedizione denominato C.S.S. (Corpo di Sicurezza per la Somalia), inviato
          per assicurare l’ordine interno e addestrare le forze armate locali nella delicata fase
          transizione verso l’indipendenza. La presenza militare nell’ex-colonia durò dieci anni,
          dal 2 aprile 1950 al 1° luglio 1960, data in cui la Somalia divenne uno Stato indipenden-
          te. Tale presenza vide la partecipazione a vario titolo di personale dell’Esercito (per la
          maggior parte, con compiti di sicurezza e addestramento), della Marina (nel settore delle
          telecomunicazioni), dell’Aeronautica (nel settore dei collegamenti logistici), dei Carabi-
          nieri e della Guardia di Finanza (con compiti di sicurezza e addestramento), secondo un
          modello che sarà ripreso in seguito sempre più insistentemente nelle operazioni di peace
          keeping e che si rivelerà vincente.
             Dopo il conseguimento dell’indipendenza la Somalia, il cui tessuto sociale è rimasto
          sostanzialmente di tipo tribale, entrò nel giro delle influenze della Guerra Fredda, veden-
          do dapprima una presenza sovietica, sostituita nel 1976 da quella occidentale.
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