Page 46 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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686                                XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm

                                               Fu così che sull’incrociatore Giuseppe Gari-
                                            baldi la componente di volo imbarcata fu configu-
                                            rata su 3 aerei Harrier AV 8B Plus e dieci elicot-
                                            teri: 2 SH 3D, 4 AB 212 in versione ottimizzata
                                            per la lotta anfibia (NLA) e 4 A 129 “Mangusta”
                                            dell’Esercito. La componente di volo del Gruppo
                                            era integrata da altri 6 elicotteri SH 3D imbarcati
                                            sulle navi anfibie, 3 sul San Giorgio e 3 sul San
                                            Marco, e 2 AB 212 in versione utility sulla fregata
                                            Libeccio. In totale, quindi, il 26° Gruppo Navale
                                            poteva contare su un dispositivo aereo di 21 mac-
                                            chine.
                                               Per quanto riguarda il contingente da dispie-
                                            gare a terra per la protezione del reimbarco delle
                                            truppe O.N.U., esso era stato composto da un tota-
                                            le di 573 uomini della Marina e dell’Esercito: 331
                                            uomini del “Battaglione San Marco” e 30 incur-
                                            sori del Gruppo Operativo Incursori di COMSU-
           BIN per la Marina e 101 paracadutisti del 183° Reggimento Paracadutisti “Nembo”, 24
           paracadutisti incursori del 9° Reggimento “Col Moschin”, un plotone di 29 uomini del
           19° Reggimento Cavalleggeri “Guide” e una squadra di 4 uomini dell’11° Reggimento
           Trasmissioni “Leonessa” per l’Esercito.
              Il 26° Gruppo Navale partì da Brindisi il 20 gennaio e l’8 febbraio arrivò davanti a
           Mogadiscio, stazionandovi davanti insieme ad altre 13 navi tra statunitensi, francesi,
           britanniche, malesi e pachistane.
              A terra la situazione era minacciosa: i miliziani somali delle varie fazioni, e prevalen-
           temente quelli del generale Aidid, avevano organizzato manifestazioni di protesta contro
           quella che definivano “la nuova invasione americana”. La città era priva di ogni forma di
           controllo e in preda a una miriade di gruppi e sottogruppi armati, più o meno autonomi
           e comunque pronti a depredare tutto ciò che avrebbero potuto trovare durante e dopo
           la partenza delle truppe
           dell’O.N.U.. I disordini cre-
           scevano e le uccisioni erano
           all’ordine  del  giorno,  coin-
           volgendo anche  gli  stranie-
           ri, tra cui un operatore della
           RAI, che fu la quindicesima
           vittima  italiana  dall’inizio
           delle operazioni in Somalia.
              Il  piano  d’evacuazione
           venne dunque studiato nei
           minimi dettagli, prevedendo
           necessariamente, anche la
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