Page 47 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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ActA
possibilità di non poter usare
le strutture del Porto Nuovo
di Mogadiscio. I Caschi Blu
erano in quel momento in una
grossa base, comprendente il
porto e l’aeroporto di Moga-
discio, protetta da una cintura
di filo spinato e da un cordone
di soldati malesi e pachistani e
stavano imbarcando i materia-
li e i mezzi ruotati e cingolati
sui mercantili, che li avrebbe-
ro trasportati a Brindisi. Alla fine dell’imbarco dei mezzi sarebbe toccato agli uomini,
protetti a loro volta da Italiani e Statunitensi, che si sarebbero reimbarcati per ultimi.
Il 5 febbraio le unità italiane
e statunitensi condussero un’e-
sercitazione elicotteristica con-
giunta nella baia di Unguama
per verificare il grado d’intero-
perabilità delle rispettive com-
ponenti elicotteristiche, che fu
giudicato buono. Poi, già dall’8
febbraio, vennero effettuate ri-
cognizioni della spiaggia e del
terreno, per fornire al comando
i dettagli topografici e di situa-
zione per pianificare il reimbar-
co dei Caschi Blu e l’eventuale intervento delle forze di protezione da sbarco eliportate.
Dal 27 febbraio, le truppe statunitensi e italiane – Subacquei Incursori, San Marco e
Paracadutisti – nella notte presero terra sulla spiaggia di fronte alla pista dell’aeroporto
di Mogadiscio, mentre il porto vedeva lo sbarco dei soli Marines americani. Gli Italiani
impiegarono un contingente misto San Marco-Paracadutisti, attestandolo sulle colline
a sud-est della pista dell’aeroporto di Mogadiscio per garantire un’adeguata cornice di
sicurezza al ripiegamento e all’evacuazione della retroguardia delle truppe O.N.U., non-
ché aeromobili AV 8B Plus, AB-212 NLA e A-129, in turno con analoghe forze ameri-
cane, per l’eventuale supporto di fuoco alle forze sul terreno.
Dal 28 febbraio mattina al 1° marzo si svolse senza incidenti la partenza degli ultimi
2.000 Caschi Blu, sotto la protezione degli Italo-Americani, mentre le fazioni somale si
limitavano a qualche sparatoria senza conseguenze. Per tutta la durata della permanenza
davanti a Mogadiscio:
- gli AV-8B Plus assicurarono, sia in volo che pronti in 60’, capacità di pronto interven-
to per supporto di fuoco ravvicinato nelle ore diurne;
- gli elicotteri garantirono la disponibilità per missioni di ricerca e soccorso ed eva-

