Page 453 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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tipologia museale e monumentale e di guide che forniscano una linea interpretativa di
strutturazione e sistematizzazione di questo comparto è ancora molto forte. Nonostante
ciò (e forse anche in virtù di ciò) è estremamente interessante notare come il campo
della memoria collettiva continui ad espandersi oltre il campo di provenienza, verso
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la sociologia, la storia e la storia dell’arte , la semiotica e la psicologia, abbracciando
il lavoro di geografi, storici, etnografi del paesaggio, archeologi, e altri studiosi: sarà
il futuro a guidare la memoria del passato, il ricordo del trauma, la sua elaborazione,
o invece la sua rimozione e cancellazione, sperando di evitare il concetto riassunto
dall’aforisma nietzschiano: «“Ho fatto questo” dice la mia memoria. “Non posso aver
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fatto questo” dice il mio orgoglio e resta irremovibile. Alla fine, è la memoria a cedere» .
22 È estremamente interessante notare come l’arte stessa si sia di recente interrogata sul ruolo del monumento
come custode e simbolo della memoria. Ad esempio, la XIV Biennale di Carrara tenutasi nel 2010 era
incentrata sul tema “post-monument”. Il tema della mostra è stato il monumento, il suo valore storico, la sua
eventuale attualità, un modo critico per porre una questione generale: quale spazio per i monumenti oggi? Per
un approfondimento del tema si rimanda al sito della Biennale www.2010.labiennaledicarrara.it e al testo di
Fabio cavallucci, “Dalla piazza al cimitero” in «Abitare» 11(2011), pp. 36-41.
23 F. Nietzsche, Al di là del bene e del male, 1886.

