Page 448 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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1088 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
I Monumenti costruiti ex novo
La forma e la struttura del monumento, nonché il luogo stesso della sua edificazione,
sono spesso oggetto di un pubblico dibattito, di negoziazioni e mediazioni fra vari attori
sociali (governo, reduci, parenti delle vittime eccetera), possono essere materia di un
concorso pubblico, e in ogni caso implicano sempre un complesso processo sociale per
convenire su quale sia la forma più opportuna e condivisa per tramandare l’immagine
del passato di una comunità. Il caso di studio che si è scelto è un caso emblematico
per motivi diversi nel corso dei secoli: il Monumento nazionale a Vittorio Emanuele
II a Roma, meglio conosciuto come Vittoriano, monumento che celebra il primo re
d’Italia, e l’intera stagione risorgimentale. Il Vittoriano assolve a tutti i criteri di questa
tipologia di monumento: vennero fatti due bandi per trovare il progetto giusto e nel
1882 l’incarico venne assegnato all’architetto Giuseppe Sacconi e si distrusse una
parte importante di Roma per far spazio alla costruzione del complesso. Nel corso del
tempo la costruzione dell’edificio ha sollevato parecchie polemiche, soprattutto nella
critica d’arte, che vedeva nel complesso un tentativo anacronistico e “mal riuscito”
di riportare a Roma la classicità dell’età imperiale. Vediamo sinteticamente com’è
strutturato il complesso monumentale. Al suo interno ospita: il Museo Centrale del
Risorgimento, il Sacrario delle Bandiere, uno spazio per le mostre di pittura moderna,
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il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana . Naturalmente al suo esterno è ricco
di elementi simbolici, limitandoci a citare i simboli di cui è costituito: si può vedere la
statua equestre di Vittorio Emanuele II al centro del complesso, l’Altare della Patria (si
tratta probabilmente della parte più nota del monumento situata poco oltre la scalinata
d’ingresso e davanti alla quale si trova il picchetto d’onore e la grande statua della dea
Roma con sfondo dorato) all’interno del quale è tumulato il Milite Ignoto; i Valori degli
Italiani (si tratta di sei gruppi scultorei: quattro in marmo: la Forza, la Concordia, il
Sacrificio, il Diritto; due in bronzo: il Pensiero e l’Azione); poi trionfano le Vittorie alate
e le regioni che insieme alle città sono elementi centrali del complesso. Le statue delle
regioni si trovano nel coronamento del sommoportico, in corrispondenza delle colonne.
All’epoca di costruzione del monumento le regioni italiane erano sedici e tante sono
dunque le statue; ognuna venne affidata ad uno scultore diverso, quasi sempre nativo
della regione di cui avrebbe scolpito l’immagine. E ancora le città: si tratta delle statue
delle quattordici città nobili dell’Italia riunificata, non delle città più importanti d’Italia,
ma di quelle che un tempo furono sede di governi nobiliari, considerati antecedenti
e convergenti nella monarchia sabauda: per questo motivo queste statue sono poste
alla base del monumento equestre a Vittorio Emanuele. Infine troviamo le quadrighe
dell’Unità e della Libertà e le fontane dei due mari. L’intero complesso è costituito da
altri, numerossissimi, elementi simbolici che però non sono facilmente coglibili se non
attraverso una guida alla loro lettura e interpretazione.
Il complesso monumentale venne inaugurato da Vittorio Emanuele III il 4 giugno
1911, in occasione dell’Esposizione Internazionale per i cinquant’anni dell’Unità
d’Italia. Ma i lavori terminarono definitivamente nel ‘35. Il monumento avrebbe dovuto
16 La decisione di costituirne uno nazionale in un luogo così importante per la storia italiana è legata ad una
generale rivalutazione dell’emigrazione come tema costitutivo del senso patriottico

