Page 446 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           conservata e riproposta è direttamente in funzione di un’idea dell’identità futura che
           si vuole costruire. In altri termini si potrebbe dire che è il futuro a guidare la memoria
           del passato, il ricordo del trauma, la sua elaborazione,  o invece la sua rimozione  e
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           cancellazione .
              Pertanto la costruzione di un’identità collettiva si fonda e presuppone al tempo stesso
           una  memoria collettiva.  Solo pensandola  come  testualmente  costruita una memoria
           collettiva  può anche divenire  una memoria  condivisa o forse, più propriamente,
           potenzialmente condivisibile. Ecco perché nella costituzione delle identità collettive i
           “luoghi della memoria” giocano un ruolo fondamentale, si rivelano dei luoghi topici
           cruciali e la loro analisi è una componente essenziale per una semiotica delle identità
           culturali. Il punto interessante è capire come i luoghi commemorativi riescano a formare
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           una memoria collettiva e a determinare le credenze culturali di un gruppo .
              Il monumento o il museo diventa l’incarnazione tangibile, l’esternalizzazione, il testo,
           di una storia collettiva e, intervenendo nella conservazione di un passato, esso dà forma
           a ciò che verrà ricordato. Il motivo per cui diventa estremamente interessante studiare
           i luoghi deputati a costruire, conservare, tramandare la memoria del passato è perché il
           modo in cui essa viene conservata e riproposta è direttamente in funzione dell’identità
           futura che si vuole costruire: identità  e memoria  sono strettamente  interdipendenti.
           Se la memoria collettiva si pone come uno degli elementi più importanti della società
           moderna è sia per la sua funzione di costruzione dell’identità dei singoli individui e delle
           grandi collettività, sia perché la gestione della memoria è direttamente legata al potere.
              La  storia  ci  racconta  che  il  XVIII è stato  il  secolo  che ha avuto  una funzione
           fondamentale per la memoria collettiva e ciò per tre ragioni fondamentali. 1. La nascita
           delle enciclopedie: «L’enciclopedia è una memoria alfabetica parcellare in cui ciascun
           ingranaggio  isolato  contiene una  parte  animata  della  memoria  totale» . 2. Il  ritorno
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           della memoria dei morti filtrata dal movimento romantico che conduce, sempre nelle
           parole di Le Goff, alla «grande epoca dei cimiteri, con nuovi tipi di monumenti e di
           iscrizioni funerarie, con il rito della visita al cimitero. La tomba staccata dalla chiesa è
           tornata ad essere centro di ricordo. Il romanticismo accentua l’attrazione del cimitero
           legato alla memoria» . 3. La Rivoluzione francese e il nazionalismo. Le conseguenze
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           determinate dalla Rivoluzione francese sulle modalità di trasmissione e conservazione
           del passato sono molteplici. Innanzitutto la commemorazione rientra nel «programma

           4    Identità e memoria sono quindi strettamente interdipendenti. Come ricorda Aleida Assman nel suo testo
              Ricordare. Forme e mutamenti della memoria culturale (op. cit.) il ricordo e la memoria sono essenziali per la
              fondazione delle identità individuali e collettive, e questo processo identitario è regolato, a livello sociale, da
              precise politiche del ricordo. Del ricordo ma anche dell’oblio. Perché memoria e oblio si pongono, dal punto
              di vista della costruzione dell’identità, in un rapporto di reciproca sovrapposizione: si potrebbe affermare che
              la costruzione di una forma identitaria altro non è che la selezione e la riorganizzazione narrativa e discorsiva
              di certi elementi del passato a scapito di altri.
           5    Recuperando il concetto agostiniano secondo cui la memoria è “il presente del passato” Le Goff afferma che
              per mezzo del ricordo la memoria ha la capacità di restituire all’esperienza individuale o collettiva presente
              un qualcosa di assente. In tal senso la coscienza del passato attraverso la memoria e il ricordo garantisce
              all’individuo e alla collettività una propria “continuità temporale”. (cfr. Le Goff, Storia e memoria, op. cit.).
           6    Jacques Le Goff, Memoria, in Enciclopedia Einaudi, vol. 8, Torino, p. 1094.
           7    Ibidem.
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