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1086 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
conservata e riproposta è direttamente in funzione di un’idea dell’identità futura che
si vuole costruire. In altri termini si potrebbe dire che è il futuro a guidare la memoria
del passato, il ricordo del trauma, la sua elaborazione, o invece la sua rimozione e
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cancellazione .
Pertanto la costruzione di un’identità collettiva si fonda e presuppone al tempo stesso
una memoria collettiva. Solo pensandola come testualmente costruita una memoria
collettiva può anche divenire una memoria condivisa o forse, più propriamente,
potenzialmente condivisibile. Ecco perché nella costituzione delle identità collettive i
“luoghi della memoria” giocano un ruolo fondamentale, si rivelano dei luoghi topici
cruciali e la loro analisi è una componente essenziale per una semiotica delle identità
culturali. Il punto interessante è capire come i luoghi commemorativi riescano a formare
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una memoria collettiva e a determinare le credenze culturali di un gruppo .
Il monumento o il museo diventa l’incarnazione tangibile, l’esternalizzazione, il testo,
di una storia collettiva e, intervenendo nella conservazione di un passato, esso dà forma
a ciò che verrà ricordato. Il motivo per cui diventa estremamente interessante studiare
i luoghi deputati a costruire, conservare, tramandare la memoria del passato è perché il
modo in cui essa viene conservata e riproposta è direttamente in funzione dell’identità
futura che si vuole costruire: identità e memoria sono strettamente interdipendenti.
Se la memoria collettiva si pone come uno degli elementi più importanti della società
moderna è sia per la sua funzione di costruzione dell’identità dei singoli individui e delle
grandi collettività, sia perché la gestione della memoria è direttamente legata al potere.
La storia ci racconta che il XVIII è stato il secolo che ha avuto una funzione
fondamentale per la memoria collettiva e ciò per tre ragioni fondamentali. 1. La nascita
delle enciclopedie: «L’enciclopedia è una memoria alfabetica parcellare in cui ciascun
ingranaggio isolato contiene una parte animata della memoria totale» . 2. Il ritorno
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della memoria dei morti filtrata dal movimento romantico che conduce, sempre nelle
parole di Le Goff, alla «grande epoca dei cimiteri, con nuovi tipi di monumenti e di
iscrizioni funerarie, con il rito della visita al cimitero. La tomba staccata dalla chiesa è
tornata ad essere centro di ricordo. Il romanticismo accentua l’attrazione del cimitero
legato alla memoria» . 3. La Rivoluzione francese e il nazionalismo. Le conseguenze
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determinate dalla Rivoluzione francese sulle modalità di trasmissione e conservazione
del passato sono molteplici. Innanzitutto la commemorazione rientra nel «programma
4 Identità e memoria sono quindi strettamente interdipendenti. Come ricorda Aleida Assman nel suo testo
Ricordare. Forme e mutamenti della memoria culturale (op. cit.) il ricordo e la memoria sono essenziali per la
fondazione delle identità individuali e collettive, e questo processo identitario è regolato, a livello sociale, da
precise politiche del ricordo. Del ricordo ma anche dell’oblio. Perché memoria e oblio si pongono, dal punto
di vista della costruzione dell’identità, in un rapporto di reciproca sovrapposizione: si potrebbe affermare che
la costruzione di una forma identitaria altro non è che la selezione e la riorganizzazione narrativa e discorsiva
di certi elementi del passato a scapito di altri.
5 Recuperando il concetto agostiniano secondo cui la memoria è “il presente del passato” Le Goff afferma che
per mezzo del ricordo la memoria ha la capacità di restituire all’esperienza individuale o collettiva presente
un qualcosa di assente. In tal senso la coscienza del passato attraverso la memoria e il ricordo garantisce
all’individuo e alla collettività una propria “continuità temporale”. (cfr. Le Goff, Storia e memoria, op. cit.).
6 Jacques Le Goff, Memoria, in Enciclopedia Einaudi, vol. 8, Torino, p. 1094.
7 Ibidem.

