Page 445 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          cosiddetti anti-monumenti: quei luoghi cioè che sono stati teatro di eventi storici impor-
          tanti o tragici e che sono diventati luoghi di commemorazione spontanea (in particolare
          se ne vedranno due: la Stazione di Bologna e l’Albero di Falcone a Palermo).


          Il luogo della memoria
             Un luogo della memoria è uno spazio che si contraddistingue per essere costituito
          da elementi materiali o puramente simbolici dove un gruppo, una comunità o un’intera
          società riconosce se stessa e la propria storia, consolidando in questo modo la propria
          memoria collettiva. Luogo della memoria può essere dunque un museo, un archivio, un
          monumento, un anniversario, certi territori o località segnati da eventi storici significativi,
          ma anche i simboli e i miti, le strutture e gli eventi, i personaggi e le date a cui gli uomini
          attribuiscono una sacralità da proteggere, una sorta di aura simbolica .
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             I luoghi della memoria sono stati definiti dei “mnemotopi” (spazi del ricordo) e dei
          “relitti” del passato dove il ricordo viene ordinato nella mente e fissato in uno spazio fisico
          dai limiti precisi, al confine con l’oblio . Se diventa sempre più interessante riflettere sul
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          modo in cui le pratiche e i luoghi commemorativi formano le relazioni sociali e le credenze
          culturali è perché, lungi dal limitarsi a rappresentare simbolicamente un dato evento, tali
          pratiche contribuiscono, in maniera importante, a formare l’identità collettiva di una
          comunità, contribuendo a creare valori morali e culturali. Tali pratiche vanno infatti ben
          oltre lo scopo di rappresentare simbolicamente un dato evento, esse costruiscono i valori
          morali e culturali di una collettività, conservano la memoria storica di un dato evento
          e tramandano una determinata idea di identità individuale e/o collettiva. In tal senso si
          pongono tra i veicoli nodali del cosiddetto processo di socializzazione mnemonica, un
          concetto mutuato dall’ambito scientifico della sociologia che si occupa della memoria, e
          che fa riferimento all’apprendimento sociale progressivo delle memorie da parte di una
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          comunità .
             Innanzitutto si deve chiarire un punto importante: cosa si intende quando si parla di
          “memoria collettiva” e come se ne può parlare in senso non metaforico? Vale a dire: dove
          risiede la memoria di una collettività? Da un punto di vista semiotico l’unica risposta
          possibile sembra di pensare la memoria collettiva  come il risultato di un processo
          di esternalizzazione, che vede nei testi, e nelle pratiche di interpretazione,  lettura  e
          traduzione, il luogo deputato alla sua analisi. Dove per “testo” non si intende ovviamente
          solo la categoria dei testi verbali o visivi, ma anche, e a pieno titolo, i luoghi, gli spazi,
          i paesaggi, i monumenti, eccetera. Diventa allora estremamente interessante per una
          semiotica della cultura studiare i luoghi deputati a costruire, conservare, tramandare
          la memoria del passato, perché il modo in cui la memoria del passato traumatico viene

          1    Jacques Le Goff, Storia e memoria, Torino, 1982.
          2    Cfr. Aleida Assmann, Ricordare. Forme e mutamenti della memoria culturale, Bologna, 2002.
          3    Il processo di socializzazione mnemonica che rimanda all’apprendimento sociale progressivo delle memorie
             della  comunità  è  accompagnato  da  quello  della  sincronizzazione  mnemonica  (che  ha  a  che  fare  con  il
             ricordo e la condivisione collettiva delle esperienze) e delle tradizioni mnemoniche (riguardante il passaggio
             generazionale delle memorie). Per un’analisi esaustiva dei processi si rimanda al testo del sociologo Eviatar
             Zerubavel Mappe del tempo. Memoria collettiva e costruzione sociale del passato, Bologna 2005 e all’opera
             del sociologo francese Maurice Halbwachs, La memoria collettiva, Milano, 1987.
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