Page 440 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           amministrativa  per  la  verifica  delle  modalità  d’impiego  dei  fondi  ricevuti  nonché  del
           personale impiegato. Di tale inchiesta si ha ampia testimonianza presso l’Archivio dello
           Stato Maggiore dell’Aeronautica, dove sono consultabili tre interi faldoni contenenti le buste
           paga del personale impiegato nel progetto, ovviamente redatte in maniera regolare essendo
           semplicemente  in  missione  per  conto  dell’Aeronautica,  nonché  richieste  di  esibizione  di
           documentazione e pratiche amministrative.
              Alla fine, l’inchiesta si smontò per l’evidenza del pretesto che rappresentava.
              Riguardo le azioni dirette contro il Generale Broglio, basti ricordare la sua estromissione
           da Presidente della Commissione Ricerche Spaziali, nonché la casualità che lo vide al
           secondo posto in graduatoria per diventare Generale di Squadra, rischiando di dover rimanere
           a disposizione a casa se entro due anni non fosse stato promosso.
              Broglio reagì stringendo ancor più i rapporti con la nasa, tanto più che gli Stati Uniti
           avevano appena raggiunto la Luna ed essere loro partner aumentava di gran lunga il
           prestigio italiano. Tutto ciò, con la sua consueta convinzione e caparbietà, meritando
           appieno l’appellativo che gli fu dato dal Senatore Granelli il quale, in visita presso la
           base, definì Broglio un “fiume carsico, che per un po’ va sottoterra e poi riappare”.
              Il periodo nero sembrò finire con il lancio del satellite Uhuru per la  nasa, che in
           swahili significa libertà, il 12 dicembre 1970, con a bordo strumentazione progettata
           dall’astrofisico italiano Giacconi che scoprì, per la prima volta, l’esistenza dei buchi
           neri.
              Dal 1971 al 1975 furono lanciati altri sei satelliti; il San Marco 3 per lo studio dell’alta
           atmosfera, l’SSS 1, allo scopo di studiare i campi elettrici e magnetici delle fasce di
           Van Allen che proteggono la vita sulla Terra da radiazioni e particelle che piovono sul
           pianeta. Per questo lancio, il team di Broglio ricevette dalla  nasa il diploma di Best
           Launching Team of the Year. Durante questo stesso lancio, oltretutto, la base di Malindi
           ospitò una visita veramente illustre, quella di Wernher von Braun .
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              Fu, poi, la volta del SAS 2, di cui era responsabile, come per il precedente, la signora
           Marjorie Townsend, ingegnere del Goddard Space Flight Center.
              Nel 1974 furono lanciati due satelliti, il San Marco 4 e l’UK-5 per conto del British
           Science Research Council e, l’anno dopo, l’ultimo SAS.
              Dal 1975 si delineò un nuovo periodo di crisi, forse solo la prosecuzione di quella già
           iniziata fra il 1967 ed il 1970.
              Nell’opinione dell’autore, ciò che colpisce maggiormente di questo periodo è l’inerzia
           dimostrata da molti di quegli attori che avevano contribuito alla nascita del progetto San
           Marco, non escluso il suo stesso ideatore, il generale Broglio.
              In questi anni, si fece sempre più marcata la volontà di ostacolare in ogni modo il
           progetto, a partire dalla mancanza di fondi, sia da parte del cnr, che dell’Università, che
           delle Forze Armate che ridimensionarono addirittura il reparto che si occupava dello

           18  Broglio conobbe di persona von Braun, il tedesco padre del vettore Saturno 5, che permise all’uomo di
              mettere piede sulla Luna nel 1969. Nel 1971, von Braun fece una visita ufficiale al nostro Poligono in Kenya
              e si fermò una settimana, ospite della base. Poi l’ambasciata americana n Kenya gli offrì un giro turistico al
              quale invitò Broglio. Infine, Broglio accompagnò von Braun a Roma. In queste settimane, tra i due nacque
              reciproco rispetto e una forma di amicizia che proseguì negli anni seguenti in forma epistolare. Di Bernardo
              Nicolai, Giorgio. 2005. Nella nebbia in attesa del Sole. Roma: Di Renzo Editore.
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