Page 436 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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              Per quanto riguarda il posizionamento  della  base, fu scelto il Kenya. Anche se
           presentava problemi per aver raggiunto l’indipendenza appena venti giorni prima della
           firma dell’accordo con il governo italiano, stipulato il 10 gennaio 1964, tuttavia era
           la scelta migliore per il clima, la distanza accettabile dall’Italia e per la possibilità di
           ritrovare la perfetta orbita equatoriale, ormai già ribattezzata “orbita San Marco” .
              Le origini del nome San Marco, infine, sono da imputare al suo ideatore, che durante
           la famosa cena con gli americani a base di pappardelle, improvvisò questo nome in
           base alle sue origini venete e alla sua spiccata religiosità. Lo stesso nome fu scelto per i
           satelliti e per la prima delle piattaforme del Progetto.
              Nell’aprile  del  1962, Broglio, Buongiorno  ed  altri  collaboratori  del  gruppo San
           Marco si recarono a Washington per discutere del San Marco Project Blue Book, appena
           ultimato da Buongiorno, coordinatore del programma e diretto responsabile del progetto
           in veste di braccio destro di Broglio.  Ritrovarono Frutkin che confermò l’appoggio
           della nasa, come promesso durante la cena fiorentina, e avviarono le discussioni per un
           memorandum che precedesse un accordo vero e proprio.
              Se l’accordo fra i due enti di ricerca, cnr e nasa, poteva dirsi concluso, mancava
           quello fra i governi. A settembre, il vicepresidente americano Johnson atterrò a Roma per
           firmare l’intesa col Ministro degli Esteri italiano, Attilio Piccioni. La firma dell’accordo
           rappresentò l’aspetto più concreto della sua visita, che terminò con l’incontro con il
           Presidente della Repubblica Segni e, infine, con Papa Giovanni XXIII, al quale fece
           dono di un modello del primo satellite americano per telecomunicazioni, il telstar1.
              Il 27 Ottobre 1962, la terribile notizia della morte di Mattei colpì l’Italia ed il Gruppo
           San Marco. Il sostenitore  dell’ardita  idea  spaziale  precipitò  con il  suo aereo  nelle
           campagne di Pavia. Non fece in tempo a gioire insieme al gruppo spaziale del termine
           dei lavori della piattaforma Scarabeo, la quale, ribattezzata “Santa Rita”, in onore della
           Santa delle cose impossibili come molti in Italia vedevano il Progetto San Marco, partì
           per il Kenya trainata dal rimorchiatore Mississippi.
              Dopo un viaggio molto travagliato, durante il quale i tecnici del Mississippi furono
           costretti a tagliare i cavi che trainavano la piattaforma lasciandola in balia della tempesta,
           nel Febbraio 1963 la Santa Rita raggiunse l’approdo nel porto di Mombasa.
              Negli stessi mesi, fra l’ottobre del 1962 e il febbraio 1963, il Consiglio dei Ministri
           approvò un finanziamento di 4.5 miliardi di lire per il progetto; dopo trentasei anni dalle
           centomila lire concesse a Crocco da Badoglio,  era il primo piano triennale ed il primo
           finanziamento effettuato dallo Stato per la ricerca spaziale.
              Il memorandum Johnson - Piccioni  prevedeva  che il progetto San Marco si
           sviluppasse in tre fasi. Nella prima,  il satellite  e la sua strumentazione  (la Bilancia
           Broglio ) sarebbero stati collaudati con il lancio di un razzo sonda senza arrivare nello
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           spazio. Nella seconda, il satellite sarebbe dovuto arrivare in orbita trasportato da un
           razzo Scout, dalla base americana di Wallops Island, in Virginia. Nella terza, il satellite
           San Marco sarebbe stato lanciato nello spazio con un razzo Scout dalla base italiana di
           Malindi, in Kenya.

           15  Strumento ideato dal Professor Broglio atto a misurare con estrema precisione e in tempo reale le variazioni
              di densità nell’alta atmosfera.
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