Page 431 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          scesero in strada sicuri che fosse davvero giunta l’ora.
             Rendendosi conto della necessità di spazi e luoghi più idonei, Broglio colse al
          volo un nuova opportunità fornitagli dalla sua abitudine alla puntualità e dalla sua non
          osservanza del quarto d’ora accademico: durante una seduta di Laurea a San Pietro in
          Vincoli, infatti, era presente il Segretario generale dell’Aeronautica  Gen. Porru Locci,
          che Broglio ricorda come “un sardo, molto preciso”. Poiché, per via del quarto d’ora
          accademico, appunto, all’università non c’era ancora nessuno, Broglio colse l’occasione
          e portò Locci a visitare gli impianti:  egli fu talmente stupito dal lavoro tanto importante
          ed innovativo che si svolgeva in quelle stanze piccole ed anguste da interessarsi presso
          il Ministero dell’Aeronautica sino ad ottenere, per Broglio e le sue ricerche, la sede
          dell’Aeroporto dell’Urbe, nel 1957.
             Ancora oggi, questo è il Centro Ricerche Progetto San Marco sulla via Salaria a
          Roma, riconoscibile dai due grandi palloni bianchi che sono le sfere di scarico della
          galleria  supersonica a Mach 6: unica per potenza  e tipo, la galleria  fu costruita da
          Broglio e dai suoi collaboratori in brevissimo tempo sulla spinta dell’entusiasmo per
          la nuova sede appena avuta, nonché grazie a nuovi finanziamenti ottenuti dalla rete di
          contatti di Broglio, in particolare dall’allora Presidente del Consiglio Nazionale delle
          Ricerche, Giordani, che gli fece avere una sovvenzione di 90 milioni, ai quali se ne
          aggiunsero  altrettanti  dall’Aeronautica  Militare.  Con  questi  finanziamenti  Broglio  si
          recò da Teodoro von Kàrmàn, il più famoso scienziato in campo aeronautico del tempo,
          presidente di un’organizzazione nata nel 1952 in ambito NATO, l’AGARD (Advisory
          Group for Aeronautical Research and Development) di cui lo stesso Broglio faceva parte
          come rappresentante italiano. Von Kàrmàn sovvenzionò Broglio con 360 milioni.
             Il Professor Broglio aveva, dunque, raggiunto degli importanti risultati in ambito di
          strutture aeronautiche e di aerodinamica, ma era ancora lontano dall’idea di arrivare così
          in alto come invece fece col suo progetto San Marco.
             Divenuto Preside della Scuola di Ingegneria Aeronautica, sostituendo il maestro
          Gaetano Arturo Crocco, mantenne, però, anche il ruolo di ufficiale del genio aeronautico,
          in  servizio  presso la  Direzione  Generale  costruzioni,  ed  è  stata  sicuramente  questa
          doppia militanza a fargli concepire obiettivi che potessero associare agli scopi della
          ricerca scientifica le capacità operative e le risorse proprie di un Forza Armata .
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             A far scattare la molla che lo spinse ad interessarsi di astronautica e di spazio furono
          alcuni fattori determinanti. Nel 1956 Broglio, nella sua doppia veste di Preside e Ufficiale
          del Genio aeronautico, venne convocato dal Segretario generale dell’aeronautica, Mario
          Pezzi , per trovare un successore alla guida del Reparto Studi Armi e Munizioni, dove
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          ci si occupava anche di razzi. Broglio precisò di non essere esperto in materia e Pezzi
          gli rispose che allora poteva indicargli il nome di qualcuno che conoscesse e che fosse
          idoneo a ricoprire tale ruolo. Preso di contropiede, Broglio rispose di non conoscere
          nessuno e un Pezzi abbastanza spazientito gli rispose “ Se non conosce nessuno, allora
          ci vada Lei, scusi!” .
             Così, Broglio  iniziò  ad  occuparsi  di  missilistica  un anno prima  del  lancio  dello

          3  Ponzi, Ugo. 2002. Commemorazione di Luigi Broglio. Air Press 11.
          4  Detentore del primato di quota per veicoli a pistone raggiunto nel 1938 con un Caproni 161 bis.
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