Page 430 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           rimaste come lui nella storia come Antonio Ferri , ufficiale del genio aeronautico come
           Broglio, col quale aveva lavorato al centro di Guidonia. A dimostrazione della sua fama
           internazionale, nel 1950 Broglio fu invitato come visiting professor presso l’Università
           di Purdue, nella cittadina americana di La Fayette: allora era maggiore e, una volta
           ottenuta  l’autorizzazione  dall’Aeronautica,  iniziò  questa esperienza  che lo porterà a
           ritrovare anche Luigi Crocco e lo stesso Ferri.
              La  sua permanenza  negli  Stati  Uniti  fu davvero  importante  dal  momento  che
           gli  permise  di  conoscere  molti  esponenti  della  NASA  nonché  influenti  Professori
           Universitari con i quali rimase in contatto a lungo e che furono la base della rete di
           contatti che portarono, in brevissimo tempo, alla collaborazione con gli Stati Uniti.
              Nel Luglio 1951, infatti,  appena tornato in Italia, ricevette una proposta di
           collaborazione dall’Ufficio della Ricerca Scientifica dell’Aeronautica Militare americana
           che accettò immediatamente, dopo aver chiesto l’appoggio delle Istituzioni (Ministero
           della Pubblica Istruzione) e dell’Aeronautica Italiana che gli fu prontamente concesso.
           Iniziarono, in questo modo, le prime ricerche italiane in collaborazione con gli Stati Uniti.
              Nel 1952, Gaetano Arturo Crocco andò in pensione e Broglio fu eletto Preside della
           Scuola di Ingegneria Aeronautica di San Pietro in Vincoli.
              Nello  stesso  anno,  Broglio  venne  incaricato,  come  ufficiale,  di  tenere  dei  corsi
           all’Accademia Navale, alla Scuola di Guerra Aerea e, l’anno dopo, di tenere la prima di
           una serie di conferenze a La Spezia, per il Ministero della Marina.
              La rete di conoscenze si infittiva e Broglio, con la consueta naturalezza e trasparenza
           che lo contraddistinguevano, appena terminato il suo intervento alla conferenza a La
           Spezia, approfittò per “chiedere” al Capo di Stato Maggiore della Marina e al Capo del
           Genio navale se avessero disponibilità di compressori e di serbatoi per costruire una
           galleria supersonica.
              Senza alcun imbarazzo o stupore, i due gli risposero positivamente e, pochi mesi
           dopo, Broglio fece realizzare il primo tunnel supersonico a Mach 4 in Italia, nella sua
           facoltà di San Pietro in Vincoli, con compressori e serbatoi usati nei sottomarini.
              Sin da queste sue prime imprese è sicuramente evidente il carattere pioneristico e,
           talvolta, avventato dei mezzi e dei modi del Professore. Broglio ricorda con divertimento
           il giorno della prima prova del tunnel, quando accesero l’impianto ed un getto a pressione
           colpì un muro e quasi lo abbatté, provocando un boato davvero impressionante. Per puro
           caso, quel giorno era stata data la notizia che sarebbe venuta la fine del mondo e quindi
           gli abitanti di Colle Oppio (il quartiere di Roma dove si trova la facoltà di Ingegneria)
           2  Antonio Ferri (1912 – 1975), uno degli allievi di Crocco. Nato a Norcia, in provincia di Perugia, dopo la
              Laurea in Ingegneria all’Università di Rom, si specializzava negli studi di frontiera del momento riguardanti
              le alte velocità in aviazione. A Guidonia si costruirono sei gallerie del vento per varie velocità subsoniche
              e per una supersonica, una delle più grandi esistenti al mondo, all’epoca. La prima di questo genere era
              sorta  nel  1936  nella  base  segreta  di  Peenemünde  sul  Mar  Baltico  per  studiare  il  volo  del  missile  v2.  I
              realizzatori dell’impresa furono Antonio Ferri e Luigi Crocco e con essa Ferri condusse dal 1939 al 1943
              studi d’avanguardia a livello mondiale grazie ai quali l’istituzione diventava un punto di riferimento della
              ricerca aeronautica internazionale. Dopo la caduta del fascismo, il 25 luglio 1943, Ferri decise di fuggire per
              entrare a far parte di un gruppo partigiano sulle montagne dell’Appennino e, prima di abbandonare Guidonia,
              danneggiò irreparabilmente gli impianti del centro rendendoli inutilizzabili. Caprara, Giovanni. 2012. Storia
              Italiana dello Spazio. Milano: Bompiani, pp. 86-87.
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