Page 429 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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In tal senso, dunque, gli anni ‘20 vedevano l’emergere dei grandi pionieri del cosmo
come Robert Goddard negli Stati Uniti o Hermann Oberth in Germania. Oberth stampava
nel 1923 il libro “Die Rakete zu den Planeteraumen” che diventerà la bibbia degli studi
spaziali e sarà il maestro di Wernher Von Braun, il costruttore della V2, il primo missile
balistico della storia.
A livello internazionale, ancora, gli anni ’30 vedevano intensificarsi le sperimentazioni
sui propulsori a propellenti liquidi. In Unione Sovietica, Sergej Korolev e Mikhail
Tikhonravov lanciavano il primo razzo gird09; negli Stati Uniti, in California, sotto
la guida di Theodore von Kàrmàn si riprendeva il lavoro del pioniere Robert Goddard.
Ma è tra la fine degli anni ’30 e l’inizio degli anni ’40 che gli scienziati tedeschi alle
dipendenze dell’esercito tedesco e guidati da Wernher von Braun, avvolti nel segreto,
costruivano nella base di Peenemünde sul Mar Baltico, il primo missile balistico guidato
della storia, battezzato A4 (Aggregat4) poi divenuto noto come V2 (Verveltungswaffe,
arma di rappresaglia), il cui uso è ben risaputo.
In Italia, fu Gaetano Arturo Crocco (1877-1968) tra i primi ad occuparsi di razzi,
grazie al primo supporto finanziario in materia proveniente direttamente dal Capo di
Stato Maggiore Generale Pietro Badoglio il quale, attratto dalle possibili implicazioni
militari, concedeva un finanziamento di centomila lire per garantire l’avvio degli studi
con razzi a propellente solido (1927).
Crocco divenne presto famoso per la sua attività aeronautica di pioniere , per questo
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nel 1927 fu nominato professore “per meriti eccezionali” alla Facoltà di Ingegneria
Aeronautica dell’Università di Roma e l’anno successivo fu promosso Tenente generale
della riserva del Genio Aeronautico. Egli progettò e sperimentò, fra le altre cose, la prima
camera di combustione a propellenti liquidi nel 1930 insieme al figlio, Luigi (divenuto
anche lui professore all’Università di Roma); fu colui che concepì il progetto della
“Città del Volo” di Guidonia, dedicata ad Alessandro Guidoni, morto sperimentando un
paracadute nel cielo sopra la futura base.
Gaetano Arturo Crocco era il preside della facoltà di Ingegneria dove studiò Broglio.
Durante i suoi studi, Broglio conobbe anche il figlio di Crocco, Luigi anche lui, che
allora era già assistente e che divenne famosissimo a soli ventidue anni per i suoi studi
sullo strato limite (ovvero quella zona intorno all’ala o ai timoni dove domina l’effetto
della viscosità dell’aria).
Grazie alle sue idee pioneristiche ed alla sua attività universitaria di ricerca, Broglio
acquisì presto fama a livello internazionale, collaborando anche con personalità
1 Nel 1908 costruì e fece volare il primo dirigibile italiano sul Lago di Como e poi su Roma, iniziando una
produzione di macchine utilizzate dall’esercito. Nello stesso anno fondò l’Istituto centrale aeronautico tenendo
i primi corsi di volo in Italia e nel 1935 concepì il piano di Guidonia, “la città del volo”, promuovendone la
realizzazione. Diventerà e rimarrà fino al 1943 uno dei più importanti centri di ricerca aeronautica a livello
internazionale. Con il nome di Guidoni, verrà battezzata la cittadina sorta nei pressi del centro, la cui prima
pietra era posta da Benito Mussolini il 27 Aprile 1935. Caprara, Giovanni. 2012. Storia Italiana dello Spazio.
Milano: Bompiani.

