Page 424 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
P. 424

1064                                 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm

           Considerazioni finali
              Sulla base dell’analisi fin qui condotta, e tenendo in particolare considerazione la
           frequenza degli scarti e delle invenzioni, si può affermare che Vlado Vujović, con la
           stesura di questi quattro articoli, si sia prefisso principalmente di celebrare le imprese
           dei  partigiani  comunisti  jugoslavi  compiute  nell’Italia  centrale,  presentandole  come
           un momento  importante  dell’epopea  resistenziale  del  popolo  jugoslavo  contro  il
           nazifascismo. Oltre a ciò, Vujović si preoccupa di porre in rilievo la moralità e l’alto
           senso di giustizia  dei  partigiani  slavi  e di  sottolineare  lo spirito  di  fratellanza  e la
           collaborazione fra jugoslavi e italiani che hanno permesso di riportare importanti vittorie
           contro il  comune nemico, il nazifascismo.
              Per raggiungere questi obiettivi, l’autore semplifica notevolmente i fatti, distinguendo
           in modo netto,  senza sfumature,  l’ambito  del positivo (rappresentato  dai partigiani
           comunisti jugoslavi e dai partigiani e patrioti  italiani, dall’ambito del negativo: i nazisti
                                                  55
           e i fascisti. In altre parole, opera una forte polarizzazione tra il bene e il male, riducendo
           la complessità del fenomeno della Resistenza. Questa semplificazione è ottenuta anche
           omettendo  alcuni  fatti  molto  importanti  che    potrebbero  sminuire  l’eccezionalità
           dell’impresa del Battaglione Tito e l’eroismo dei suoi combattenti, come ad esempio le
           gravi conseguenze della grande offensiva antipartigiana tedesca del marzo-aprile 1944,
           che scompaginò quasi del tutto la Brigata Gramsci di cui il Battaglione Tito faceva
           parte .
                56
              Emerge dunque che Vlado Vujović ha scritto una storia in buona parte romanzata
           del Battaglione  Tito, di impianto chiaramente  encomiastico – celebrativo,  dove non
           c’è spazio per l’autocritica, se non, blandamente, per i fatti di Mucciafora, e dove non
           si approfondiscono tematiche controverse  e spinose come la  violenza  e la giustizia
           partigiane  o i  contrasti  e  le  differenti  modalità  d’azione  degli  slavi  e degli  italiani
                    57
           all’interno  del  variegato  mondo partigiano. Tali  questioni, già  parzialmente  presenti
           nella memorialistica di parte italiana, sono state affrontate in progresso di tempo anche
           dalla storiografia italiana, che ha mostrato una realtà molto più complessa e problematica
           di quella ritratta da Vujović nel 1969. Già nel 1945, ad esempio, lo storico e partigiano
           Roberto Battaglia, dando alle stampe la prima edizione delle sue memorie, criticava
           senza mezzi termini i partigiani comunisti jugoslavi che aveva conosciuto durante le
           prime fasi della Resistenza in Umbria:
                    Gli slavi si dimostrarono animati da un fermo odio per il fascismo che era costato loro
                 molte sciagure, ma non seppero sempre distinguere, specie i loro elementi più rozzi, tra
                 il fascismo e le innocenti popolazioni dell’Umbria, fra cui, per uno strano destino, erano
                 venuti a capitare; conservando dentro di sé vivace l’elemento nazionalistico, finirono spesso

           55  Sono considerati partigiani i combattenti veri e propri, mentre i patrioti sono tutti coloro che, a vario titolo ma
              senza usare le armi, hanno aiutato i partigiani: informatori, staffette, ecc..
           56  Cfr. GRANOCCHIA – SPOGLI, La Brigata Gramsci cit., pp. 297-298.
           57  I lavori più recenti su questo tema sono i seguenti: M. MARCELLINI, I giustizieri.1944, la Brigata “Gramsci”
              tra Umbria e Lazio, Mursia, Milano 2009; ID., Un odio inestinguibile. Primavera 1944: partigiani e fascisti
              tra Umbria e Lazio, Mursia, Milano 2010; A. BITTI, R. COVINO, M. VENANZI, La storia rovesciata,
              Crace,  Narni (Tr) 2010.
   419   420   421   422   423   424   425   426   427   428   429