Page 422 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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1062 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
seconda, organizzata da Balilla contro la guarnigione fascista di Muccia (MC).
Le versioni di Arcamone e Vujović sono quindi in netta contrapposizione. A
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complicare il quadro interviene Toso che, nel suo diario , riporta la medesima storia
raccontata da Vlado Vujović. L’unica differenza è che Toso omette la prima rappresaglia.
Un indizio che potrebbe contribuire a far luce sulla vicenda è fornito dagli stessi
Vujović e Toso, che considerano gli assassini di Morlupo spie fasciste infiltratesi tra
le file dei partigiani. Probabilmente, ai loro occhi, tutti coloro che agivano ai danni dei
partigiani erano da assimilarsi ai fascisti, anche se magari non lo erano e operavano
isolatamente per fini completamente diversi. Oppure, più semplicemente, l’espressione
“spie fasciste” viene utilizzata, travisando i fatti, per rappresentare la Resistenza
in modo mitico, al di fuori della realtà assai più complessa e problematica. Resta da
verificare, attraverso la ricerca, se il regolamento di conti a Muccia sia davvero collegato
all’uccisione di Angelo Morlupo, come sostengono Vujović e Toso, oppure se si tratti
di un episodio a parte avvenuto in quegli stessi giorni e che i due, per qualche motivo
ancora da scoprire, legano all’omicidio del giovane partigiano.
Va sottolineato un elemento importante del racconto di Vlado Vujović: la squadra
partigiana recatasi a Muccia, prima di dare inizio alla sparatoria, si preoccupa di mettere
in salvo i civili presenti, le donne in particolare. La preoccupazione degli slavi di
evitare vittime innocenti emerge anche nell’ultima parte dell’articolo, quella dedicata
all’assalto del magazzino dei tedeschi situato presso Leonessa: Vlado racconta che, per
la sicurezza delle guide locali, viene inviato in avanscoperta un gruppo guidato da Ivan
Gobec. L’assalto al magazzino tedesco vede protagonista lo stesso Gobec che, scoperto
da un capitano tedesco nel magazzino, grazie alla sua astuzia e alla sua prontezza riesce
ad avere la meglio sul suo aggressore.
L’episodio centrale narrato nell’articolo, ossia l’attacco a una colonna di camion
tedeschi lungo la rotabile Spoleto – Norcia, è ricordato solo da Vujović, in questo
articolo e alla Tavola Rotonda per la celebrazione del trentennale della Liberazione del
1975 , mentre dell’assalto al magazzino tedesco parla anche Toso nelle sue memorie .
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Sono assenti riferimenti temporali relativi ai fatti raccontati.
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Quarto articolo: “Quello che possono solo gli jugoslavi”
Nella prima parte dell’articolo si riferisce di due azioni vittoriose compiute dalla
squadra comandata da Boro Mećikukić; (uno dei distaccamenti del Battaglione Tito) ai
danni dei tedeschi. Nella prima, la squadra, accampata in una chiesa in cima a monte
Cavallo, si difende da un attacco tedesco riportando perdite minime e catturando
due pattuglie nemiche; nella seconda, la stessa squadra difende un villaggio da un
rastrellamento tedesco. In entrambi i casi l’eroe della narrazione è il comandante della
squadra partigiana, Boro Mećikukić, della quale vengono sottolineati il coraggio, la
prontezza e la resistenza fisica. In particolare, Vujović ricorda che, nel corso del primo
49 Cfr. LAKOVIĆ (“Toso”), Memorie di un comandante partigiano montenegrino cit., p.103.
50 Cfr. VUJOVIĆ, La fuga dal campo di concentramento di Colfiorito cit., p.7.
51 Cfr. LAKOVIĆ (“Toso”), Memorie di un comandante partigiano montenegrino cit., p.108.
52 Pubblicato sul n. 423 della rivista “Arena” di Zagabria il 31/01/1969.

