Page 422 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           seconda, organizzata da Balilla contro la guarnigione fascista di Muccia (MC).
              Le  versioni  di  Arcamone  e  Vujović  sono  quindi  in  netta  contrapposizione.  A
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           complicare il quadro interviene Toso che, nel suo diario , riporta la medesima storia
           raccontata da Vlado Vujović. L’unica differenza è che Toso omette la prima rappresaglia.
              Un indizio che potrebbe contribuire a far luce sulla vicenda è fornito dagli stessi
           Vujović e Toso, che considerano gli assassini di Morlupo spie fasciste infiltratesi tra
           le file dei partigiani. Probabilmente, ai loro occhi, tutti coloro che agivano ai danni dei
           partigiani erano da assimilarsi ai fascisti, anche se magari non lo erano e operavano
           isolatamente per fini completamente diversi. Oppure, più semplicemente,  l’espressione
           “spie  fasciste”  viene  utilizzata,  travisando  i fatti,  per rappresentare  la  Resistenza
           in modo mitico, al di fuori della realtà assai più complessa e problematica. Resta da
           verificare, attraverso la ricerca, se il regolamento di conti a Muccia sia davvero collegato
           all’uccisione di Angelo Morlupo, come sostengono Vujović e Toso, oppure se si tratti
           di un episodio a parte avvenuto in quegli stessi giorni e che i due, per qualche motivo
           ancora da scoprire, legano all’omicidio del giovane partigiano.
              Va sottolineato un elemento importante del racconto di Vlado Vujović: la squadra
           partigiana recatasi a Muccia, prima di dare inizio alla sparatoria, si preoccupa di mettere
           in salvo i civili  presenti, le donne in particolare.  La preoccupazione  degli slavi di
           evitare vittime innocenti emerge anche nell’ultima parte dell’articolo, quella dedicata
           all’assalto del magazzino dei tedeschi situato presso Leonessa: Vlado racconta che, per
           la sicurezza delle guide locali, viene inviato in avanscoperta un gruppo guidato da Ivan
           Gobec. L’assalto al magazzino tedesco vede protagonista lo stesso Gobec che, scoperto
           da un capitano tedesco nel magazzino, grazie alla sua astuzia e alla sua prontezza riesce
           ad avere la meglio sul suo aggressore.
              L’episodio centrale  narrato nell’articolo,  ossia l’attacco  a una colonna di camion
           tedeschi  lungo  la  rotabile  Spoleto  –  Norcia,  è  ricordato  solo  da  Vujović,  in  questo
           articolo e alla Tavola Rotonda per la celebrazione del trentennale della Liberazione del
           1975 , mentre dell’assalto al magazzino tedesco parla anche Toso nelle sue memorie .
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           Sono assenti riferimenti temporali relativi ai fatti raccontati.
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           Quarto articolo: “Quello che possono solo gli jugoslavi”
              Nella prima parte dell’articolo si riferisce di due azioni vittoriose compiute dalla
           squadra comandata da Boro Mećikukić; (uno dei distaccamenti del Battaglione Tito) ai
           danni dei tedeschi. Nella prima, la squadra, accampata in una chiesa in cima a monte
           Cavallo,  si difende da un attacco  tedesco  riportando perdite  minime  e catturando
           due pattuglie  nemiche;  nella  seconda, la stessa squadra difende  un villaggio  da un
           rastrellamento tedesco. In entrambi i casi l’eroe della narrazione è il comandante della
           squadra  partigiana,  Boro  Mećikukić,  della  quale  vengono  sottolineati  il  coraggio,  la
           prontezza e la resistenza fisica. In particolare, Vujović ricorda che, nel corso del primo

           49  Cfr. LAKOVIĆ (“Toso”), Memorie di un comandante partigiano montenegrino cit., p.103.
           50  Cfr. VUJOVIĆ, La fuga dal campo di concentramento di Colfiorito cit., p.7.
           51  Cfr. LAKOVIĆ (“Toso”), Memorie di un comandante partigiano montenegrino cit., p.108.
           52  Pubblicato sul n. 423 della rivista “Arena” di Zagabria il 31/01/1969.
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