Page 433 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
P. 433

1073
          ActA
          in giro per aver “abbandonato” il campo aeronautico.
             Altro evento fondamentale nella prosecuzione degli interessi di Broglio per lo spazio
          fu l’appoggio del grande fisico Edoardo Amaldi il quale scrisse una lettera indirizzata al
          Professore con la richiesta specifica di “portare l’Italia nello Spazio”.  Broglio rispose
          alla lettera di Amaldi dicendo che avrebbe dovuto prima verificare di avere l’appoggio
          dell’Aeronautica, in caso positivo sarebbe potuto partire con quel progetto.
             A questo punto, l’Aeronautica entrò nel “gioco spaziale” vero e proprio, organizzando
          una riunione con i vertici  dell’Arma  per decidere  se questa avesse dovuto o meno
          occuparsi di spazio. Broglio ricorda come:

                      “Alla  riunione  erano  presenti  il  capo  di stato  maggiore,
                      il segretario generale  e cinque o sei generali  di squadra,
                      praticamente tutti quelli che erano a Roma. In più era presente
                      il capo ispettore del genio aeronautico ed il capo del genio
                      aeronautico per la ricerca. Io, che ero tenente colonnello, perorai
                      la causa al meglio, sostenendo che si trattava di un’attività di
                      grande importanza, che utilizzava i settori più progrediti della
                      scienza e della tecnologia e che si poneva idealmente come la
                      logica prosecuzione dell’attività aeronautica” .
                                                              7

             Anche in questo caso Broglio, in prima persona, mise in gioco il futuro del nostro
          paese e da solo riuscì ad ottenere l’appoggio dell’Aeronautica Militare per questa nuova
          impresa.
             A quel punto, per iniziativa dello stesso Amaldi, nel 1958 fu costituita una Commissione
          per la Ricerca Spaziale  all’interno del Consiglio Nazionale delle Ricerche, accolta con
                               8
          grande favore da Francesco Giordani, Presidente del CNR, che condivideva l’apertura
          del suo ente verso il nuovo e promettente campo di studio, e Luigi Broglio fu nominato
          primo Presidente di questa nuova Commissione.
             Ora si poteva partire.
             Va ricordato, a questo punto, un ulteriore fattore che contribuì allo sviluppo di questo
          nuovo settore, ovvero come si fosse, in quegli anni, in una fase di grande sviluppo, a
          cavallo del cosiddetto “boom economico” che l’Italia visse in pieno tra il 1958 ed il 1963
          come un vero “miracolo economico”.
             Ed è proprio in questo contesto che prese forma il progetto San Marco e quindi
          l’attività spaziale italiana.
             In particolare un luogo ed una data sono i simboli della concretizzazione di questo
                                                                     9
          programma e delle aspirazioni ad esso connesse: Congresso cospar , Firenze, 1961.
             In quel periodo, quattro personaggi legati fra loro da interessi comuni animavano in
          7  Di Bernardo Nicolai, Giorgio. 2005. Nella nebbia in attesa del Sole. Roma: Di Renzo Editore.
          8  La commissione rispecchiava nei suoi membri vari campi di conoscenze scientifiche ed ingegneristiche ed
             era formata da Edoardo Amaldi e Luigi Broglio per l’Università di Roma, Nello Carrara e Guglielmo Righini
             per l’Università di Firenze, Corrado Casci del Politecnico di Milano, Mario Boella del Politecnico di Torino,
             Rodolfo Margaria dell’Università di Milano e Giampietro Puppi dell’Università di Bologna.
          9  Comitato per la Ricerca Spaziale, istituito nel 1958  dall’International Council for Science nato, a sua volta,
             nel 1931.
   428   429   430   431   432   433   434   435   436   437   438