Page 435 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          progetto in cui entrava ufficialmente anche l’Aeronautica italiana, ed il Presidente del
          cnr, Giovanni Polvani.
             Grazie all’intervento di Andreotti che spostò l’orientamento verso una cooperazione
          con gli Stati Uniti, piuttosto che attendere una collaborazione incerta in ambito europeo,
          preferita  da  Segni,  la  scena  politica  italiana  entrò  in  un’attività  fino  ad  allora  semi
          sconosciuta e limitata ad alcuni studi universitari, ad esperimenti delle forze armate o a
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          qualche coraggioso ed isolato appassionato .
             Sulle origini del poligono sarebbe possibile scrivere pagine e pagine ricche di aneddoti
          e fatti personali davvero degni di nota. Basti considerare che l’idea di un poligono su
          piattaforma in mare fu del Prof. Carlo Buongiorno, braccio destro di Broglio. Fino a
          quel momento  si erano prese in considerazione  varie  ipotesi scartate  ogni volta  per
          varie ragioni. La prima scelta era stata Salto di Quirra soprattutto perché nel Poligono
          dell’aeronautica erano presenti già numerose strutture ed impianti nonché personale. Ma
          nel lancio del satellite, i vari stadi sarebbero caduti su regioni abitate.
             Una sera, Buongiorno vide ad un telegiornale la presentazione di una piattaforma
          per l’estrazione petrolifera dell’eni, costruita dalla Nuovo Pignone. L’idea era azzardata
          ma affascinante e mai concretizzata prima. Buongiorno ne parlò a Broglio che la trovò
          un’idea  valida, da perfezionare solamente  circa  l’area  di mare  dove poter ritrovare
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          l’orbita equatoriale perfetta per il lancio del San Marco . Nella sua idea, Buongiorno
          aveva trovato due coincidenze fortunate; anzitutto, la Nuovo Pignone era di Firenze, era
          stata salvata da Enrico Mattei grazie al sindaco La Pira e, in secondo luogo, la società
          stava già costruendo le sfere per il tunnel supersonico negli impianti del Centro ricerche
          dell’Urbe. Essendo La Pira e Mattei in ottimi rapporti con Fanfani, potevano diventare
          di nuovo loro la chiave per risolvere il problema della base.
             L’occasione si ebbe nell’agosto 1961, a Marina di Pisa, per il varo della piattaforma
          dell’eni Perro Negro, proprio quella che Buongiorno aveva visto al telegiornale e che lo
          aveva ispirato.
             Dopo essersi presentato ed aver accompagnato Mattei negli impianti, Broglio, con
          la sua ormai nota spavalderia, chiese a Mattei di regalargli la Perro Negro. Mattei, che
          era a conoscenza del progetto spaziale, lo guardò fra il sorpreso il divertito e gli rispose
          che l’eni costruiva piattaforme per venderle, non per regalarle. Ma, ripensandoci, gli
          disse anche che, forse, ne avrebbero potuto riparlare per una piattaforma più piccola, la
          Scarabeo, che l’eni aveva in Egitto. Mattei non sapeva di aver gettato letteralmente le
          basi per l’attività spaziale italiana, in quell’istante.
             La Scarabeo venne presto rimossa dalle acque egiziane e venne, di fatto, regalata al
          Progetto San Marco.
             Doveva, però, essere adattata  alle  nuove esigenze  e, per questo, fu trasferita  nei
          cantieri navali di Taranto, diretti all’epoca da un vecchio compagno di scuola di Broglio.

          13  L’approvazione ufficiale del Governo seguirà nell’ottobre 1961.
          14  Il vantaggio principale di una base di lancio all’equatore è legata al fatto che qualsiasi orbita di satellite deve
             per forza passare sulla verticale del poligono di lancio: solo con un poligono all’equatore si può ottenere,
             senza manovre aggiuntive e costi di deviazione d’orbita, un’orbita equatoriale. In secondo luogo, partendo
             dall’equatore si risparmia propellente perché si sfrutta la forza di rotazione terrestre che all’equatore è più
             alta. E’come partire già in corsa, alla velocità di circa 1600km orari.
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