Page 441 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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spazio, restando con un solo semplice ufficio per la parte spaziale dipendente dallo Stato
Maggiore dell’Aeronautica.
La politica fu fra i maggiori oppositori di Broglio. Chi, fino a pochi anni prima
caldeggiava l’impiego della base equatoriale, ora ne proponeva lo smantellamento.
Certo non fu d’aiuto il ridimensionamento della nasa che decise di dedicarsi al solo
Shuttle, non fornendo più il razzo Scout per i lanci dell’Italia. Ma è anche da ricordare che
il Professor Broglio molti anni prima aveva studiato e proposto il San Marco Scout, un
razzo tutto italiano ancor più potente dello Scout, ottenendo anche l’appoggio della ltv
costruttrice dello stesso Scout; ma questo progetto non gli fu mai approvato, nemmeno
dalla nasa, causando una prima frattura fra i rapporti sempre più che amichevoli fra
Broglio e la nasa.
Parte in causa delle scelte politiche avverse fu sicuramente la nascente collaborazione
in ambito europeo. Prima con l’esro e con l’eldo, poi con l’esa nata nel 1975 dalla
fusione delle due precedenti, la politica italiana evidentemente si focalizzò su possibilità
che coinvolgessero maggiormente una coordinazione a livello europeo ma che
coinvolgessero, soprattutto, in maniera più importante, l’industria italiana. Questo fu
il vero e proprio tasto dolente, una delle prime cause di rottura fra Broglio ed il mondo
industriale che non si sentiva coinvolto a sufficienza nel progetto San Marco.
Non a caso, il mondo industriale costituì il consorzio cia (Compagnia italiana
aerospaziale), ponendo continuamente in evidenza come alle aziende italiane non
provenisse nulla di utile dal progetto San Marco e puntando su altri obiettivi chiaramente
più remunerativi come il satellite per telecomunicazioni Sirio.
Non si può negare che, negli ultimi anni, anche l’impostazione con cui lo stesso
Generale Broglio iniziò a gestire le cose non rispondesse più ne all’evoluzione del tempo,
che voleva un maggiore coinvolgimento industriale, ne all’evoluzione delle relazioni
nazionali ed internazionali. Broglio iniziò, indubbiamente, ad intestardirsi su alcune
posizioni creando fratture anche con il mondo scientifico, in particolare con Amaldi che
aveva contribuito in maniera fondamentale all’avvio dell’impresa di Broglio. Il tutto
perché il fisico gli propose un satellite su cui, però, non era contemplato l’utilizzo della
sua Bilancia.
Questi suoi atteggiamenti, ormai discordanti con le necessità del tempo, lo portarono a
perdere anche il suo braccio destro, il Professor Buongiorno, che si distaccò formalmente
dal Progetto San Marco avviando un lavoro più intenso come direttore dell’Istituto di
Propulsione Aerospaziale dell’Università di Roma, istituto proiettato anche al mondo
industriale.
Faticosamente, la notte del 25 marzo 1988, con un cielo nero pieno di stelle, il quinto
ed ultimo satellite San Marco veniva lanciato in orbita.
Nello stesso anno veniva creata l’Agenzia Spaziale Italiana e le cose precipitarono
vorticosamente. Invece di portare avanti il desiderio del Generale Broglio di creare un
gruppo di esperti nel settore spaziale riunendo persone capaci e abili nel settore, l’ASI
invitava il personale che faceva parte dell’Ufficio attività spaziali del cnr a chiedere il
trasferimento presso l’ASI, ottenendo il biasimevole risultato che per quasi un anno il solo
personale a disposizione dell’ASI fu quello esclusivamente tecnico e specialistico del cnr.
Inizialmente, Broglio fu nominato consigliere della neonata agenzia, ma ne uscì ben

