Page 451 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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La cristallizzazione della memoria in questi spazi, così come la loro costituzione
e conservazione, rimane legata ad una dimensione storica proiettata verso il futuro. I
luoghi della memoria hanno un significato istituzionale, culturale e storico attuale che è
rivolto però al futuro. L’interesse per il passato e quello per il futuro sono reciprocamente
legati. Nel caso specifico di monumentalizzazione di luoghi preesistenti il percorso di
conoscenza del passato e di ricostruzione della memoria si accompagna passo passo ad
un corrispettivo percorso di sensibilizzazione finalizzato ad una fase di moralizzazione
come momento che conclude il percorso di un soggetto, e ne iscrive le emozioni in un
registro valoriale e patemico collettivamente condiviso e regolato. Il senso profondo di
questo percorso è la rivisitazione della memoria di un tragico evento del passato in chiave
di una ricostruzione identitaria forte della collettività che ha importanti conseguenze
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sulla fruizione stessa del luogo .
Gli anti-monumenti
L’offerta spontanea di ricordi personali a monumenti nazionali è un importante
fenomeno partecipativo della commemorazione. Nelle società moderne la persistenza
di pratiche “spontanee” di memoria è molto diffusa. La commemorazione come
pratica comporta anche gesti rituali e occupazioni di spazio pubblico, così come altri
tipi di prestazioni e consumi che possono non lasciare traccie durature o definitive sul
paesaggio.
Tradizionalmente i monumenti pubblici sono stati la forma più prestigiosa di
commemorazione, progettati come simboli permanenti di memoria pubblica, che
dovevano durare per secoli. Ma nel ventesimo secolo gli studiosi del settore hanno
iniziato a considerare il monumento pubblico come una forma morta. Ne La cultura
delle città Lewis Mumford (urbanista e sociologo statunitense) scrive addirittura che
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l’idea di un monumento moderno è una vera e propria contraddizione in termini . E
probabilmente si tratta dell’idea condivisa da tutte quelle persone che si sono trovate più
o meno direttamente coinvolte in un evento tragico: nessuna iscrizione, nessuna statua
potrà riportare in vita il caro perduto nell’evento x, pertanto, per “tenere in vita” quella
persona, si attivano delle modalità assolutamente personali.
Sono almeno due i casi che non possono non essere presi in considerazione se si
vuole parlare di anti-monumenti della memoria in Italia: l’orologio della Stazione di
Bologna (2 agosto 1980) e “l’albero di Falcone” in Via Notarbartolo 23 a Palermo (di
fronte la casa del magistrato). Il 2 agosto 1980, data della strage avvenuta nella stazione
ferroviaria di Bologna, è considerata la giornata in memoria di tutte le stragi. Oltre alle
iscrizioni istituzionali e a dei piccoli interventi nelle mura della stazione che rivelano
le condizioni della struttura al momento della deflagrazione, è stato mantenuto intatto
uno degli orologi nel piazzale antistante la stazione ferroviaria, quello che si fermò alle
10:25. Qualche tempo dopo la strage l’orologio venne rimesso in funzione, ma di fronte
a decise rimostranze, soprattutto da parte dell’Associazione dei famigliare delle vittime,
18 Cfr. Christian Bonazza, Il museo storico e i luoghi della memoria in trentino. Studio preliminare per una
mappatura territoriale, 2009.
19 Lewis Mumford, [1938] La cultura delle città, Torino, 2007.

