Page 138 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE                                      138


                                                la storia delle donne di queste terre sarebbe
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                                                lettura. É dunque da un’altra prospettiva che
                                                dobbiamo partire, che evidenzi appunto la
                                                peculiarità dell’area e consideri gli effetti della
                                                guerra nella vita quotidiana.
                                                   Per il Veneto, le prime immediate con-
                                                seguenze dell’entrata in guerra dell’Italia fu-
                                                rono i bombardamenti, l’enorme affluenza
                                                di truppe e la militarizzazione del territorio.
                                                   Per la prima volta nella storia, la popo-
                                                lazione si trovò colpita da bombe che arri-
                                                vavano dal cielo e che prendevano di mira
                                                non solo le linee del fronte e le retrovie, ma
          Soldati su altana a Venezia, a difesa degli attacchi   città e paesi posti a centinaia di chilometri
          aerei (Fondazione Musei Civici di Venezia-Archivio   di distanza; non solo i soldati e le strutture
          Museo Fortuny )
                                                militari, ma i civili: le stazioni, le fabbriche,
                                                le case, le chiese. Le città venete furono co-
          stantemente bombardate fin dai primi giorni del conflitto, con gravi danni agli edifici
          e alle persone. Padova, Venezia, Treviso, Vicenza, Udine furono le città più colpite;
          ma i bombardamenti interessarono anche Verona e Brescia, causando centinaia di
          morti: 129 e 108 feriti nella sola Padova, particolarmente presa di mira in quanto sede
          di vari comandi di corpi d’armata e truppe di riserva, centro di smistamento dei feriti,
          nonché sede del comando supremo dopo Udine, dal novembre del 1917. Venezia si
          trovò a fare i conti con l’urgenza di difendere anche il suo secolare patrimonio arti-
          stico messo a repentaglio dalle incursioni: ingenti lavori di protezione furono avviati
          dalla commissione presieduta da Ojetti, mentre le difese cercavano in vario modo di
          contrastare gli aerei nemici con velivoli da caccia, mitragliatrici sulle altane, palloni
          aerostatici frenanti.
             Il territorio fu sottoposto all’autorità militare, con tutto ciò che ne conseguì in
          termini di limitazione delle libertà personali, di norme e controlli, di sospensione tem-
          poranea dei diritti individuali e di proprietà: coprifuoco notturno, requisizioni di vetto-
          vaglie, beni ed edifici, arresti sulla base di semplici sospetti erano all’ordine del giorno.
          Migliaia i palazzi e le ville di campagna requisiti per insediarvi comandi militari, depo-
          siti, infermerie od ospedali. Non meno colpiti i casolari e le abitazioni dei contadini








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