Page 180 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 180
temente aveva lavorato dal 1913 per una potenza straniera. Il capitano Ladoux, Capo
della Sezione di Centralizzazione delle Informazioni del Servizio , l’aveva contrattata
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come agente perché apparentemente questa sedicente nobile era in pourparler con
l’Intelligence Service. Lacaze ricorda che appunto il Ladoux gli aveva parlato di questa
spia ingaggiata, di alto livello, molto intelligente, piena di fascino, insomma un agen-
te di primordine ma in realtà di trattava di un’avventuriera che il Lacaze conosceva
molto bene. La pretesa principessa italiana si rivelò subito molto ‘ingombrante’ e fu
internata in seguito in un campo di concentramento in Italia. Non appena liberata, la
donna andò a proporsi ai Servizi austriaci che operavano in Svizzera.
É questa una delle poche notizie circa donne spie italiane che si hanno in memorie
di agenti stranieri o in volumi che hanno studiato la presenza femminile nella Prima
Guerra mondiale nel ruolo di spie o informatrici.
I Servizi, quindi, non furono per nulla convinti, all’epoca, dell’importanza del ruo-
lo che però sicuramente hanno fatto svolgere alle donne, spie o informatrici, durante
il conflitto e nel quadro di una organizzazione clandestina. Infatti non si hanno, allo
stato attuale, nomi e numeri per quanto riguarda la Grande Guerra ma solo le memo-
rie, molte scarse peraltro sull’argomento, di qualche ufficiale.
Forse ricerche particolarmente mirate su documenti di altre Potenze belligeranti
del tempo potranno riportare alla luce qualche esempio particolare, oltre appunto l’o-
perato di Luisa Zeni, alla quale va la riconoscenza dell’universo femminile per averlo
ben rappresentato in un ruolo nel quale non si pensava vi potesse essere dignità e
professionalità.
21 La Section de Centralisation del Renseignements (SCR) era stata creata nel 1915. Cfr. Les Espionnes…, cit.,
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