Page 177 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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          visita nell’Hotel Bernini Bristol alla moglie austro tedesca del capitano di vascello
          Piero Orsini, comandante di Nave Conte di Cavour. La contessa Elisabetta Margherita
          Orsini, secondo le ‘veline’, intratteneva relazioni con molti politici e ufficiali italiani
          e quindi di era di dubbia fama morale, avendo ricevuto spesso visite non solo del Corsi,
          ma anche del Sottosegretario della Marina, Battaglieri, e financo del generale Badoglio!
          Un intreccio sospetto!
             Quel che aveva messo in sospetto le autorità era non solo la lettera dell’Ammira-
          glio, all’apparenza innocua ma una letterina alla Rau, in francese, manoscritta, del 1°
          agosto 1915, di un mercante, Luis Samuel, proveniente da Amsterdam. Costui dichia-
          rava di accettare l’incarico di far avere a una certa signora Emile Simon a Bruxelles le
          lettere della Rau ma a condizione che fossero scritte su carta leggera ‘per posta aerea’,
          e che il testo non comportasse notizie pericolose per il Samuel che già aveva avuto
          noie a causa di una lettera inviata alla Simon da una Ditta inglese con sede a Parigi.
          Per quella lettera il Samuel era andato in prigione in Belgio e gli era stato confiscato
          tutto il denaro che aveva con sé. Ogni lettera trasmessa, andata e ritorno, sarebbe
          costata 100 franchi: i rischi erano molti, sosteneva lo scrivente e le spese di viaggio
          molto elevate in quei tempi burrascosi. La richiesta dimostrava che dunque il Samuel
          avrebbe fatto da corriere lui stesso.
             Odoardo Marchetti , Capo in quel periodo dell’Ufficio Informazioni, Sezione Con-
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          trospionaggio, del Comando Supremo, redasse un appunto circa la straniera RAU Ar-
          manda, chiedendo tra l’altro di assodare a quale nazionalità la stessa appartenesse. Specificava
          anche che nulla risultava a carico del citato Louis Samuel. Dunque, secondo gli ‘occhiuti’
          poliziotti e membri militari dei Servizi informativi, la Rau, essendo donna di facili costumi,
          altro non poteva essere se non una sospetta spia. A favore o a danno di chi?
             Insomma: chi era poi questa donna detta di facili costumi? Che rapporti poteva
          avere con il Corsi che frequentava una contessa austro-tedesca? Era o non era una
          spia, e a favore di chi? I documenti finora rinvenuti non ci svelano il mistero ma fanno
          comprendere come fossero guardate le donne di quel periodo se avevano rapporti con
          militari e quanto la logica ‘spia-donna quindi femmina poco seria’ fosse radicata nella
          considerazione generale.
             A Roma, capitale del Regno e sede del Vaticano, era molto attivo il Commissariato di
          Borgo, anche per la vicinanza fisica al territorio pontificio. Le case di tolleranza romane
          erano molto utili per avere notizie riguardanti l’Austria o la Germania perché molti pre-

          16  Non era parente del colonnello Tullio Marchetti, Capo Ufficio Informazioni della I^ Armata, sopra
             citato.







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