Page 176 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE                                      176


          fosse dubbio alcuno. Un raro caso, che conferma il preconcetto imperante, viene ri-
          cordato nei documenti militari della Prima Guerra Mondiale. 15
             Il Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, il generale Porro, il 30 maggio
          1916, pregava il Prefetto di Genova di intensificare la sorveglianza della corrispon-
          denza diretta a una signora di nazionalità italiana per matrimonio, Armanda Rau, ve-
          dova Mirano, residente a Arenzano. Quale era il problema? La signora in questione
          era sospetta di spionaggio… ma a favore di chi? La Prefettura di Genova aveva esple-
          tato accurate ricerche sulla ‘straniera’ anche per appurare la sua nazionalità di ori-
          gine, peraltro ancora sconosciuta alle Autorità (fatto strano)…la Rau, vedova, era
          donna ritenuta di facili costumi (sic!) in quanto amante di un giovanotto, già assessore
          del Comune di Monopoli, al momento sergente automobilista in servizio in zona
          di guerra, il quale aveva rilasciato falsi certificati allo scopo di facilitare l’ottenimento
          della cittadinanza italiana all’amante.
             La Prefettura di Genova, con diligenza, ne aveva messo al corrente direttamente
          l’Ufficio Informazioni del Comando Supremo per un fatto singolare: già prima della
          dichiarazione di guerra, la ben nota signora Mirano era stata oggetto di attenzione da
          parte del Ministero dell’Interno. L’Ufficio Informazioni militari del Comando Supre-
          mo aveva dato mandato al Questore di Genova di compiere una perquisizione a casa
          della vedova. Eseguito l’ordine di perquisizione, era risultato che la predetta straniera
          era in relazione con alte personalità militari. Erano state trovate, infatti, presso il suo do-
          micilio, lettere di eccezionale importanza al punto che il Prefetto aveva ritenuto doverle
          inviare direttamente il 25 maggio 1916, con plico riservato ‘doppia busta’, a Cadorna,
          in quanto la Rau era considerata pericolosa figura di avventuriera, che manteneva relazioni
          con militari indipendentemente dal loro grado e posizione, ricevendo numerose car-
          toline da soldati in guerra, che, per la loro calligrafia, erano palesemente persone prive
          di qualsiasi cultura…
             Il senso di allerta, però, era stato dato dal fatto che erano stati ritrovati presso la
          Rau ben tre fogli di carta da lettere in bianco, intestati al Ministro della Marina e una
          lettera dello stesso Ministro della Marina Camillo Corsi, del 12 ottobre 1915. In que-
          sto foglio il Ministro ringraziava la Rau per gli auguri inviati per la nomina a Ministro e
          la ringraziava altresì per aver ricordato i giudizi che sul Corsi aveva espresso il defunto
          Ammiraglio Mirabelli, quindi conoscente della Rau. Il Corsi, peraltro, secondo alcu-
          ne note dell’Ufficio Investigazioni del Ministero dell’Interno, a Roma faceva spesso

          15  Cfr. Archivio Ufficio Storico Stato Maggiore Esercito (AUSSME), E2, buste varie, pochi docu-
             menti.







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