Page 178 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE                                      178


          lati provenienti da quegli Stati visitavano spesso quelle ‘case’ ove le ‘professioniste’,
          come avveniva per le donne delle pulizie, venivano spesso avvicinate da poliziotti
          che imponevano altre ‘professionalità’, oltre quelle di normale ‘esercizio’: alcune ac-
          cettavano perché provavano un reale patriottismo; altre, come d’abitudine, vi erano
          costrette sotto ricatto. Vi erano anche prelati che mantenevano in appartamento loro
          amanti fisse: anche queste, volenti o nolenti, cadevano sotto il potere dei poliziotti
          romani.
             Una contessa austro tedesca italiana per matrimonio, un’altra italiana, anch’essa
          per matrimonio ma straniera di nazionalità sconosciuta: oneste operatrici del sesso,
          comunque sempre intrecci spionistici di lenzuola, secondo la percezione comune.
             In effetti, durante il conflitto, molte donne, timorate di Dio o non, fornirono
          sicuramente informazioni anche preziose ma gli ufficiali e i poliziotti sovente non si
          fidavano di loro.
             I  servizi  informativi  francesi  aprirono  ufficialmente  il  reclutamento  di  donne
          agenti o informatrici: queste erano, molto spesso, elementi già coinvolti nel settore
          in quanto compagne o mogli di ‘agenti’ inseriti nel sistema. Raramente però ebbero
          incarichi operativi e furono spesso relegate, come accadde anche alla maggior parte
          delle donne arruolate dagli inglesi nel Servizio interno, a lavori di segretariato, di te-
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          nuta d’archivio o di telefonia e intercettazione telefonica.
             La Francia aveva comunque fatto il passo ufficiale di arruolare donne nel Deuxième
          Bureau (Servizio militare informativo francese) dell’EMA (Stato Maggiore dell’Eserci-
          to francese), e a fianco delle spie professionali ingaggiarono anche donne della buona
          società o artiste famose.   Finita la necessità bellica, però, furono poste in congedo.
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          Noto fu, alla fine della guerra, il comportamento patriottico della famosa cantante
          Mistinguett.  19
             In Italia questo tipo di arruolamento ufficiale non fu mai fatto, anche se varie
          donne, coinvolte in qualche modo nel conflitto, fornirono informazioni necessarie,
          probabilmente di buona attendibilità. Fu sempre, però, la loro con i Servizi informa-
          tivi, una relazione piuttosto ‘ambigua’ perché la mentalità di quegli organi istituzionali
          e dei loro membri, sia militari sia poliziotti, non si era aggiornata e quindi i pochi


          17  V. relazione Di Giulio in questo volume di Atti. Cfr. James Morton, Spies of  the First Word War. Under
             Cover for King and Kaiser, cit., p. 147- 168, Twigge Stephen – Hampshire Edward, - Macklin Graham,
             British Intelligence - secrets, spies and sources, The National Archives, Kew Gardens, Londra, 2008.
          18  Cfr. Les espionnes de France, cit. supra, p. 13 e ss.
          19  Ibid., p.30 e ss.







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