Page 173 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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          relativamente molto poche e con ragione.
                                                 10
             Occorre notare che solamente all’inizio della Grande Guerra le donne iniziano
          ad aver un ruolo sociale attivo, considerando che gli uomini devono essere al fronte
          e quindi l’elemento femminile occupa spesso il posto dell’elemento maschile. Mogli,
          madri, figlie escono dunque dal loro ‘nido’ naturale che è la famiglia e la Chiesa per-
          ché devono difendere la terra, il territorio, la famiglia e, in ultima analisi, la patria e
          sobbarcarsi di quei lavori che mariti e figli non possono più fare, stando e morendo al
          fronte. E s’infiltrano così, per il bisogno della Patria, in quello che è sempre stato uno
          spazio maschile, cioè uno spazio pubblico. Non sono più solo mogli, madri e figlie ma
          operaie, tranviere, panettiere.
             Quelle che fanno le ‘informatrici’ per libera scelta e
          non costrette da ‘agenti’ finiscono per essere considerate
          delle avventuriere, delle ‘poco di buono’ (femmes galantes
          in francese), e ancor di più lo saranno, se scoperte dopo
          la guerra, a meno che le eventuali informatrici non fosse-
          ro state operatrici umanitarie come le poche dottoresse
          medico, le infermiere e le Crocerossine (normalmente
          appartenenti a un ceto medio-alto), che ebbero un ruolo
          significativo e molto positivo durante il conflitto e subito
          dopo. La stessa Luisa Zeni, dopo l’exploit come ‘agente’,   Alta moda dell’epoca.
          continuò la guerra come crocerossina e ‘angelo’ dei sol-
          dati feriti.
             Vi è da notare che anche prima dello scoppio del conflitto molte donne già face-
          vano le informatrici, forse a loro insaputa: le pulitrici nelle ambasciate consegnavano
          fogli gettati nei cestini, se non bruciati, a ‘strani’ individui, cioè agenti del Ministero
          dell’Interno, in particolare dell’Ufficio Centrale d’Investigazione – Direzione Genera-
          le Pubblica Sicurezza, competente per la prevenzione e soppressione dello spionaggio
          ma che aveva, comunque, competenza anche sull’anagrafe e vigilanza degli stranieri
          sospetti. Questi agenti, che quindi redigevano per servizio anche rapporti su donne
          straniere sospette spie del nemico, passavano regolarmente a prendere ciò che era
          stato raccolto nei cestini degli uffici privati e pubblici; le stesse donne delle pulizie,
          mentre pulivano pavimenti e scrivanie, potevano dare una sbirciatina ai documenti sui
          tavoli e questa ‘occupazione’ veniva incoraggiata per quelle più …intelligenti: qualche

          10  Per notizie sulle donne francesi che hanno operato nel settore, v. Chantal Antier,Marianne Walle,
             Olivier Lahaie, Les espionnes dans la Grande Guerre, cit. supra.







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