Page 169 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
P. 169
II Sessione: ZONE DI GUERRA 169
cinematografia e in particolar modo i luoghi dove si inscenano le famose films
cinematografiche, ecc. ecc. Deve l’Autorità visitare i negozi di mode […] dove
si vende a quelle povere ragazze a credito d’accordo con ruffiani biscazzieri,
agenti di teatro, di cinematografo ecc., per poterle così tenere avvinte al triste
carro e sfruttarle il meglio che lor è possibile .”
57
Pregiudizio da parte della popolazione locale, difficoltà a trovare un impiego o di
adattarsi a lavori spesso molto diversi da quelli ai quali erano abituati, condizioni di vita
ai limiti della sopravvivenza, ad esempio nel caso dei comuni malarici, spinsero anche
numerose profughe a chiedere di essere allontanate quanto prima e trasferite in Italia
settentrionale. Anche il clima troppo diverso ed eccessivamente caldo ed umido, giustifi-
cava, a loro dire, questa misura. Una profuga di Treviso residente a Montepagano (Tera-
mo) scriveva che era da tempo molto ammalata e che le sue condizioni erano peggiorate
probabilmente a causa dell’ambiente per nulla adatto alla sua salute, «le mie sofferenze
rincrudiscono ogni giorno più e mi sono ridotta una larva» ; Caterina Battistutti, pro-
58
fuga di Chiusaforte, attribuiva al clima malsano di S. Severo (Foggia) la morte di due dei
suoi bambini . L’impressione comunque è che nella maggiore parte dei casi l’importante
59
fosse lasciare comunque le regioni meridionali, anche verso una destinazione qualunque.
Interessante, in questo senso, era la richiesta di un gruppo di profughe di Udine residenti
a Cervino (Caserta), che chiedevano di essere trasferite a Bologna oppure in altra località
«purché sia in alta Italia» . Bisogna comunque sottolineare come fosse estremamente
60
difficile ottenere di essere inviati nelle grandi città dell’Italia settentrionale – di solito ciò
era più semplice per la componente maschile – mentre decisamente più agevole era lo
spostamento in altre province del Sud. In alcuni casi, alla base della richiesta di trasferi-
mento c’erano motivazioni d’insofferenza verso una località giudicata inferiore rispetto
57 ACS, Alto commissariato, b. 6, fasc. 92, «Un gruppo di Friulani, Veneti e Romani» al Ministro delle
terre liberate, protocollata il 2 aprile 1919.
58 ACS, Comitato parlamentare veneto, fasc. 154, pratica 15540, Maria Pagnola a Comitato parlamentare
veneto, [27 luglio 1918].
59 ACS, Comitato parlamentare veneto, fasc. 183, pratica 24851, Caterina Battistutti a Michele Gortani, 8
febbraio 1919.
60 ACS, Alto commissariato, b. 7, fasc. 98, Profughe friulane residenti a Cervino a Giuseppe Girardini,
6 febbraio 1918: «[…] questo paesetto di montagna dove non si trova niente e quel poco che si
trova aumenta di giorno in giorno […]; l’acqua non l’abbiamo, e aspettiamo l’acqua del Cielo per
poter bere e quell’acqua ne fa molto male, la gente non ci possono vedere ne dicono tedeschi. Tutto
l’inverno senza maglie e senza vestiti, noi non abbiamo mai avuto alcun sussidio straordinario per
poterci aiutare, siamo prive del tutto, e impossibile campare la vita con il sussidio governativo di una
£ 1,30 al giorno […]».
II-sessione.indd 169 05/05/16 10:32

